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Il Gran Ballo dell'Unità d'Italia

Un evento, un momento, un incontro

di Alessia Branchi

museo_risorgimentoIl Gran Ballo dell’Unità d’Italia che l’Associazione Culturale Società di Danza-Circolo Bolognese realizza il 28 maggio 2005 in Piazza Carducci prende spunto da I Vespri Siciliani, opera del grande maestro italiano Giuseppe Verdi.

Si tratta di un ballo-spettacolo che la Società di Danza organizza in collaborazione con il Museo del Risorgimento per ricordare i festeggiamenti del 1861 nella città di Bologna per l’avvenuta unità italiana.
E’ un appuntamento importante e atteso sia dalla città, che dalle istituzioni comunali, e da tutti i soci dell’associazione. Da una parte l’idea della ricostruzione di un ballo in costume, dall’altra il grande desiderio, da parte di tutti i soci-danzatori, di impegnarsi per un unico obiettivo che vede la piena realizzazione dell’evento nel momento in cui tutti quanti trovano un unico affiatamento nell’insieme coreografico. Tale affiatamento si ottiene da un’intensa preparazione, da veri momenti comunitari, dalla condivisione di sacrifici e soddisfazioni. Quest’anno la scelta del tema cade su I Vespri Siciliani sia per la bellezza delle musiche dei ballabili contenuti nell’opera, sia per rimanere in ambito italiano nel rievocare un momento importante della nostra storia... Con il Ballo non si intende entrare in merito all’opera, anche perché il giudizio dei tanti addetti ai lavori su quest’opera tanto appassionatamente concepita e scritta è più che approfondito. A noi interessa soprattutto riuscire a realizzare un evento culturale che possa accomunare tante persone appassionate di danza. Per questo non possiamo pensare al Ballo come una pura rievocazione storica perché mancano tanti elementi appartenenti alla categoria spettacolo storico. È vero che i danzatori indossano costumi in stile romantico-borghese, è vero che le coreografie sono di sapore ottocentesco, è vero che i riferimenti sono a manuali d’epoca, ma questi ingredienti non sono sufficienti per collocare il nostro evento in quella categoria, al di là del fatto che non rientra nei nostri obiettivi presentare uno spettacolo simile.
Il nostro evento vuole innanzitutto proiettare quella cultura di gruppo che si genera nel nostro sistema di danza. Una cultura intesa non come appartenenza al passato, ma come proiezione nel presente.
Partendo dal repertorio di danza ereditato dai maestri dell’Europa ottocentesca, si costruisce un evento caratterizzato da Quadriglie, Valzer, Contraddanze e Mazurke coreografate oggi per l’occasione del Gran Ballo dell’Unità d’Italia e rielaborate per le persone che partecipano all’evento.
In particolare quest’anno lo spettacolo vede l’interazione di due arti: la danza e la pittura. Mentre ottanta danzatori animano la piazza con le danze, la pittrice Cinzia Fiaschi dipinge una grande tela che funge da sfondo allo spazio scenico.

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Aprile-Giugno 2005 (Numero 1)

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