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La Società Pirotecnica Italiana e le feste popolari nella Bologna dell'Ottocento

di Mirtide Gavelli - Fiorenza Tarozzi

Altro pubblico divertimento ha avuto luogo la sera del 24 corrente, anniversario della vittoria di Solferino, nella Montagnola, a cura dei pirotecnici bolognesi Sarti e Fava, e del macchinista Luigi Guizzardi. Un terzo dell’incasso gl’imprenditori lo vollero devoluto alla causa della Sicilia. Lo spettacolo graziosissimo, incontrò il favore del pubblico. I fuochi d’artifizio a vari colori erano disposti all’intorno del circolo di mezzo e pareva bombardassero un piccolo forte costruito nel mezzo, scoprendo al pubblico sguardo una piramide composta di episodi della guerra ed avente in cima due figure rappresentanti l’Italia e la Francia coronate e strette in amichevole amplesso. Era una composizione di pose plastiche figurate da persone viventi, disposte artisticamente ed aggirantesi sopra un asse, onde l’effetto fosse goduto da tutti. Fuochi del Bengala a tre colori illuminavano variatamente lo spettacolo, mentre la Banda Comunale faceva udire le proprie armonie.
(Bottrigari, Cronaca di Bologna, giugno 1860)

Bologna vantava un’antica tradizione di maestri pirotecnici, riuniti almeno dal 1731 nella Pia unione S. Barbara, attraverso cui si esercitava la solidarietà tra i soci e le tutela dell’arte. Un’associazione tuttavia che non aveva grande vitalità, più propensa a guardare al passato che non al futuro.
23_pirotecnica01Nella primavera del 1863 un gruppo di soci della Pia unione, convinti della necessità di uscire dall’immobilismo, che li confinava nel ruolo di semplici esecutori di giochi per feste popolari, lasciavano la vecchia associazione per dare vita alla Società pirotecnica italiana, cui aderirono in breve tempo pirotecnici professionisti e dilettanti, appassionati, professori e studenti universitari, commercianti, artigiani, professionisti, e anche personalità di spicco della vita pubblica cittadina e nazionale quali Marco Minghetti, Gioacchino Napoleone Pepoli, Giovanni Ercolani.
Forte delle numerose adesioni ottenute, la Società pirotecnica decideva di cogliere l’occasione di mostrarsi ai bolognesi con una festa pubblica in una giornata per essi carica di particolari valori: l’8 agosto.
Sempre il Bottrigari annotava nella sua cronaca del 1863:


Nel giorno 9 di Agosto, essendo domenica, si è festeggiato in Bologna l’anniversario della cacciata degli Austriaci dalla nostra città, che accadde nell’8 agosto del 1848. Nel mattino, pertanto, ebbe luogo una generale rassegna della Guardia Nazionale nella Piazza d’Armi alla Montagnola. La città venne imbandierata coi colori nazionali. Nella sera, per cura di una Società di patrioti, furono incendiati ne’ giardini pubblici de’ fuochi di gioja, nel mentre che la banda della Guardia Nazionale rallegrava il molto popolo accorso con lieti concerti.

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Novembre 2013 (Numero 23)

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