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La sposa spagnola

di Andrea Olmo

Il 6 giugno 1812 le truppe britanniche del Duca di Wellington conquistarono, a prezzo di gravissime perdite, la città spagnola di Badajoz: una temibile fortezza presidiata da un importante contingente di militari francesi.
Purtroppo, una volta entrate in città, le giubbe rosse si abbandonarono a un feroce saccheggio che paradossalmente finì per colpire proprio i cittadini spagnoli che, in teoria, gli inglesi erano venuti a liberare dal giogo napoleonico.13_sposa01
Tra i militari britannici che si distinsero per coraggio nella terribile battaglia, vi era anche il giovane Capitano Henry Smith della Fanteria Leggera: le giacche verdi del 95° Fucilieri, uno dei migliori Reggimenti dell’Esercito di Sua Maestà. Aggirandosi per le strade di Badajoz la mattina successiva alla conquista della cittadina, l’Ufficiale contemplava con orrore le brutalità commesse dalle truppe inglesi cercando, per quel che poteva, di fermare la furia dei suoi uomini: Non ci sono parole sufficienti a descrivere, - scrisse anni dopo nella sua autobiografia - le atrocità commesse dai nostri soldati sui poveri innocenti e indifesi abitanti...
Sconvolto da quell’orgia di sangue e ferocia, Henry non immaginava certo che, proprio a Badajoz, la sua vita avrebbe subito una svolta felice e inaspettata.
Henry Smith (o Harry, come preferiva farsi chiamare) era nato il 28 giugno del 1787 a Whittlesey nel Cambridgeshire, dalla modesta famiglia di un chirurgo. Entrato a 17 anni in un piccolo squadrone di cavalleria volontaria della sua città, fu notato per il suo ardimento e la sua intelligenza, dal Generale Sir William Stewart, il fondatore del 95° Reggimento Fucilieri, che gli offrì di entrare, col grado di Sottotenente, nel neonato corpo di Fanteria Leggera.
Il giovane Harry si trovò da subito ad affrontare l’ostilità e il disprezzo di buona parte dei suoi colleghi, tutti di origine aristocratica, che mal sopportavano la presenza di un borghese tra di loro. Costretto a subire più o meno velate angherie, Harry non si diede per vinto e proseguì con successo la propria carriera militare partecipando a tutte le principali campagne delle Guerre Napoleoniche e distinguendosi sempre per audacia e capacità di comando.
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Aprile-Settembre 2009 (Numero 13)

  • Editoriale
    di Gabriella Lupi
  • 12 giugno 1859 - 12 giugno 2009
    di Alessia Branchi
  • Solferino e San Martino 150 anni dopo
    di Maria D'Arconte
  • Solferino e San Martino 
    di Augusto Battaglini
  • Isadora Duncan
    di Eugenia Casini Ropa
  • Giovanni Aldini tra macabro e realt√† 
    di Samuele Graziani
  • La sposa spagnola 
    di Andrea Olmo
  • Il Conte di Montetristo
    di Giuseppe Bergivaldi
  • Un secolo senza cielo?
    di Marta Gellini
  • Sic itur ad astra
  • Non di solo lavoro...
    di Gianna Daniele
  • Echi dell'Ottocento
    di Marinette Pendola
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