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L'operetta

di Alessia Branchi

Una forma di teatro musicale molto fortunata che si sviluppò nella seconda metà dell’Ottocento e durò fino agli anni Trenta del XX secolo fu l’operetta. Il diminutivo dice già che si tratta di una commedia in parte cantata, in parte recitata, nella quale l’impegno musicale e vocale è meno importante rispetto all’opera, ma non per questo trascurabile. L’operetta si proponeva di divertire spensieratamente, e quindi presentava storie comiche e satiriche che prendevano di mira la buona società, la stessa che andava a vederla e si sarebbe lasciata prendere in giro solo in questa forma leggera. Si tratta di una piccola opera, per lo più in un solo atto, di carattere prevalentemente comico, uno spettacolo di musica fatto di orchestra, soli, duetti, concertati, coro e danze, intercalato da dialoghi in prosa. Di carattere leggero l’operetta trovava nella frivola gaiezza talvolta lasciva, nelle esplosioni di numerosa buffoneria e nella capricciosa fantasia della sua vicenda scenica, motivo di divertimento per lo spettatore.19_operetta01
L’operetta allietava l’intensa vita sociale della classe borghese, che si stava sempre più affermando in società, e che rappresentava il suo pubblico più attento, esigente e smaliziato, desideroso di professionisti e talenti creativi. Gli interessi materiali di questa classe sposavano bene la vitalità e l’originalità dei nuovi generi teatrali e delle nuove proposte artistiche. Per la sua trama romantica e sentimentale, inverosimile e nostalgica, l’operetta si adattava bene alle ore spensierate da passare a teatro.
Predecessore dell’operetta fu il Fra Diavolo di Auber apparso nel 1830 tra l’opera comica, per il suo stile musicale semplicetto e superficiale e per le innocue piccanterie della sua trama, tenue fatica di Eugène Scribe. Per questi suoi caratteri l’operetta fu considerata come una filiazione dell’opera comica francese, confondendo con il decadere di questo genere le sue origini.
Due furono i grandi centri culturali del tempo, Parigi e Vienna, che si identificarono con due grandi compositori di operetta: Offenbach e Johann Strauss figlio.
In Francia l’operetta ebbe grande fortuna durante il Secondo Impero, soprattutto per l’attività che vi profuse Jacques Offenbach, compositore di cento operette e gestore per molto tempo del Théâtre des Bouffes e del Théâtre de la Gaité.
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Novembre 2011 (Numero 19)

  • Editoriale
    di Gabriella Lupi
  • L'operetta 
    di Alessia Branchi
  • Bologna dei viaggiatori
  • Rebus
    di Samuele Graziani
  • CARICAT! 
    di Lorenzo Nannetti
  • Del teatro all'italiana
    di La Redazione
  • Civitella del Tronto
    di Andrea Trentini
  • Il macchinista teatrale e il suo martello
    di Samuele Graziani
  • U Trinichellu
    di Antonella Tonelli
  • La decorazione del Teatro Comunale di Bologna 
    di Chiara Albonico
  • Oratorio di S. Cecilia
    di Silva Stagni
  • Young Mr. Churchill 
    di Andrea Olmo
  • Dal Mar Rosso al Golfo di Guinea
    di Marinette Pendola
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