Login

Iscriviti a Jourdeló

Un uomo da riscoprire: Quirico Filopanti

di Mirtide Gavelli

Matematico e filantropo, era pure, naturalmente, inventore di macchine: fra l’altre, d’un girarrosto, che doveva far andare nel contempo il macinino da caffè e non so che altro, per alleggerire la fatica delle buone massaie. Più efficace il suo soccorso al prossimo, quando, come gli accadde una volta, trovandosi senza un soldo ma con un paio di brache nuove, unico capo da poterne cavar qualche lira, ne fece la carità ad un miserabile; e gli amici lo trovarono segregato in casa per la mancanza dell’indispensabile indumento.

...gli occhi limpidi, la fronte chiara, la bocca schietta, le guancie pacate, il mento mansueto, e il bel paio di baffi rigogliosi e brizzolati, e l’onesta zazzera, che soleva uscire abbondante e riccioluta di sotto il cappello a cilindro. A questo, e uno scialle, in cui il Filopanti s’ammantava, scozzese su fondo cenerino, e il perpetuo sigaro toscano fra le labbra, eran ormai da anni e anni i contrassegni del suo dignitoso portamento e della figura popolarissima in Bologna.

Cosa raccontare di lui in queste brevi note? Quale aspetto del suo carattere affrontare, senza parere troppo superficiali?
Sicuramente l’aspetto politico è molto importante, ma non può andare disgiunto da una caratteristica che sempre vi si legò strettamente: l’amore per la libertà e per la sua patria (la piccola patria, Bologna, e la più ampia patria italiana) in lui non si disgiunsero mai da un ancor più profondo amore per l’umanità intera (del resto il nome che si era scelto già negli anni trenta dell’Ottocento, Filopanti, significa appunto colui che ama tutti). E tutto il suo agire, tutte le sue scelte e i suoi comportamenti furono coerentemente e costantemente legati a questa convinzione di base.
La prima grande palestra in cui poté esprimere appieno le sue idee fu l’esperienza della Repubblica Romana. Già ben noto ai bolognesi per la sua attività di ingegnere idraulico, per i suoi scritti sulla stampa locale e la sua partecipazione al dibattito politico, il 21 gennaio 1849 venne eletto all’Assemblea della Costituente Romana con 17.010 suffragi, secondo solo a Carlo Rusconi.
Dapprima diffidente all’idea di scegliere immediatamente la forma repubblicana per il costituendo nuovo stato, si convinse ben presto dell’opportunità di tale scelta, e fu dunque tra coloro che presentarono all’Assemblea un progetto fondamentale che dichiarava decaduto il potere temporale del Pontefice e proclamava la Repubblica.
Il decreto, votato nella notte fra l’8 e il 9 febbraio 1849, era costituito di soli quattro articoli.
Pagina:
Precedente 1 | 2 | 3 | 4 Successiva

Maggio 2012 (Numero 20)

  • Editoriale 
    di Gabriella Lupi
  • L'8 agosto 1848 a Bologna...
    di Alessia Branchi
  • Un uomo da riscoprire: Quirico Filopanti 
    di Mirtide Gavelli
  • Rebus
    di Samuele Graziani
  • Tarantati
    di Gianna Daniele
  • Quirico Filopanti: una vita tra studio e azione
    a cura di Fiorenza Tarozzi
  • L'erede
    di Giuseppe Bergivaldi ed Emilio Salgari
  • Quirico Filopanti e i Fusi Orari
    di Samuele Graziani
  • Un giorno al castello
    di Andrea Olmo
  • Odore
    di Gianna Daniele
  • Breve storia delle uniformi
    di Lorenzo Nannetti
  • Il Passatore 
    di Andrea Trentini
  • Una gentildonna nel Caucaso 
    di Marinette Pendola
Comune di BolognaCon il patrocinio del Comune di Bologna
© 2005 - 2021 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento
Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Daniela Bottoni