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Scienze e TecnologiaCosa c'entra il cemento armato con l'Ottocento

Spaccato sull'Esposizione Universale di Parigi del 1855

di Samuele Graziani

01_cemento01Cemento sarebbe improprio, bisognerebbe dire Calcestruzzo armato, però è così comune dire cemento armato che anche qui lo chiameremo così, per completezza però lo spieghiamo.
Il cemento è una polvere grigiastra a base di calcari e argille che ha la proprietà di essere un forte legante. Unita ad acqua si rapprende passando in breve tempo dallo stato liquido allo stato solido-roccioso, ha quindi la grande caratteristica di poter prendere qualsiasi forma. Unendo al composto materiali inerti quali sabbia e ghiaia si ottiene il calcestruzzo, normalmente la confusione è qui, quello che tecnicamente si chiama calcestruzzo viene quotidianamente chiamato cemento. Rispetto al cemento il calcestruzzo ha il vantaggio che, dosando in opportune proporzioni i suoi componenti, permette di ridurre la quantità di legante a favore degli inerti, riducendo così il costo del prodotto finale senza che questo incida significativamente sulle sue proprietà chimico-fisiche.
Se nel calcestruzzo anneghiamo una struttura di tondini di ferro o acciaio, l’armatura, otteniamo il calcestruzzo armato, che abbiamo deciso di chiamare cemento armato, e così chiameremo. Il calcestruzzo è molto resistente alla compressione ma poco alla trazione, l’armatura invece è dotata di un’ottima resistenza alla trazione, il risultato è che il cemento armato sfrutta le doti di entrambi i suoi componenti, beneficiando della resistenza alla compressione dell’uno e della resistenza alla trazione dell’altro. Componenti che inoltre hanno coefficiente di dilatazione termica sostanzialmente uguale per cui il materiale risultante non soffre di degradi dovuti alle naturali variazioni di temperatura cui è sottoposto durante la sua vita.
La storia del cemento è molto lunga, già Egizi, antichi Greci, Assiri e Babilonesi fecero uso di vari tipi di malta e calce come leganti, per esempio nella costruzione delle piramidi. Mentre il primo utilizzo del calcestruzzo viene normalmente attribuito ai Romani, che utilizzarono come legante una sabbia proveniente da Pozzuoli, la pozzolana, e che ne fecero uso per costruzioni imponenti, quali ad esempio il Pantheon, il Colosseo e lo Stadio Flaminio.
Risalgono all’epoca romana veri e propri trattati su come ottenere il calcestruzzo e con quali proporzioni miscelarne i componenti; vi sono anche rari esempi di ritrovamenti di barre di bronzo annegate nella massa del calcestruzzo, disposte in maniera intuitiva, che non permettono però di considerarlo cemento armato vero e proprio.
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Aprile-Giugno 2005 (Numero 1)

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