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La Spedizione dei Mille

di Loretta Pavan

Non disponeva di una flotta, ma solo di qualche piroscafo e pochi barconi. Per attirare verso l’interno l’esercito regio, un piccolo gruppo sbarcò a nord di Reggio Calabria. Il 18 agosto 1860, Garibaldi sbarcò invece a sud della città e si diresse immediatamente alla conquista di Reggio. Pur composto da novemila uomini, l’esercito borbonico si arrese.

Ingresso Garibaldi a Napoli (Miniatura 550x403 px)Da lì, i successi garibaldini nel sud della penisola si amplificarono e come conseguenza Cosenza, Foggia, Bari insorsero e le truppe facean causa comune col popolo. Bande di volontari calabresi si erano unite all’armata di Garibaldi e, sotto il suo comando, furono decisive nell’intervento contro i Borboni. Il potere di attrazione di Garibaldi era notevole e determinante per il successo. Le camicie rosse e il loro generale erano circondate da un alone di leggenda e ciò fu anche motore propulsore per molti volontari. La marcia verso Napoli fu relativamente più facile; inoltre Francesco II di Borbone abbandonò la città e Garibaldi entrò a Napoli il 7 settembre del 1860.

Battaglia sul Volturno (Miniatura 550x412 px)Nonostante l’esercito borbonico fosse numeroso, il contegno imponente del grande popolo era impressionante e i soldati consegnavano le armi! Come è noto la città venne occupata senza colpo ferire e questo grazie al prestigio, alle qualità personali, alla capacità di trascinare le folle del Generale, ma anche alla sua convinzione della giusta causa che stava servendo.
Camillo Benso conte di Cavour non si fidava di Garibaldi e premeva affinché le terre liberate dal Generale venissero annesse al Centro-nord. Voleva fermare l’avanzata dei volontari prima che questi entrassero a Roma.
Leggiamo da Il Risorgimento italiano di Alberto Mario Banti: … sin dal 29 agosto il Governo Cavour decide di inviare una spedizione che, dopo aver invaso lo Stato Pontificio, marci su Napoli: l’obiettivo è fermare Garibaldi, prima che una sua avanzata verso Roma sollevi un caso internazionale, e attuare la desiderata annessione di Sicilia e Mezzogiorno al Regno d’Italia. Vengono presi contatti con Napoleone III, che si dice d’accordo con l’operazione militare, purché abbia buoni motivi.

La battaglia del Volturno fu conclusiva: l’esercito borbonico tentò un contrattacco, ma anche in questa occasione si arrivò alla vittoria grazie al genio di Garibaldi, che si confermò abile stratega. La sera del 1° ottobre scrisse un telegramma: Vittoria su tutta la linea.


Immagini nella pagina:
Franz Wenzel Schwarz, Ingresso di Garibaldi a Napoli, 1860, Museo Civico di Castel Nuovo, Napoli
Un momento della Battaglia sul Volturno, Museo civico del Risorgimento, Bologna
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