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Norton I, Imperatore degli Stati Uniti d’America (e Protettore del Messico)

di Raffaele Sorgetti

Emperor_Joshua_A._Norton_I (Miniatura 550x833 px)Nel 1848 Joshua si ritrovò unico erede della fortuna di famiglia stimata in circa 40.000 dollari dell’epoca, e con questa consistente somma di denaro decise di trasferirsi a San Francisco l’anno seguente, attratto dalle opportunità di ricchezza promesse dalla Corsa all’Oro che si stava scatenando in California. Dopo essersi messo in affari con discreto successo nel mercato immobiliare, fondò una sua compagnia, la Joshua Norton & Company General Merchants, e raggiunse una importante posizione sociale, tanto da diventare anche membro di una loggia massonica di San Francisco. Alcune stime riportano che nel 1852 il patrimonio di Norton ammontasse a circa 250.000 dollari dell’epoca, che al cambio attuale sarebbero circa 5 milioni.

Ma nel 1853 la fortuna di Norton girò, ed egli fu rovinato da un investimento fallimentare nel commercio di riso. In quegli anni si era verificata una carestia di riso e la Cina, che ne era il principale produttore, aveva bloccato le esportazioni, compreso i massicci rifornimenti verso l’America. Questo aveva fatto salire vertiginosamente il prezzo del riso sul mercato. Norton venne a sapere che era in arrivo nel porto di San Francisco una nave carica di riso dal Perù, e vedendo l’opportunità di un lauto guadagno, acquistò tutto il carico nonostante il prezzo elevato, sicuro di poterlo rivendere a un prezzo ancora maggiore. Purtroppo per lui, di lì a pochi giorni sarebbe arrivata dal Perù un’intera flotta mercantile carica di riso, che avrebbe fatto nuovamente crollare i prezzi.

Norton cercò di rifarsi delle perdite intentando causa ai mercanti con cui aveva stipulato il contratto. Gridò alla truffa, dichiarò che il riso non sarebbe stato della qualità del campione mostratogli, ma quattro anni dopo la causa si concluse con una sentenza della Corte Suprema della California a lui sfavorevole. Nel 1857, ormai ridotto sul lastrico e inseguito dalle Banche e dai creditori, lasciò la città e sparì per un paio d'anni. Quando tornò era in evidente stato di confusione mentale e, attribuendo il suo insuccesso alle ingiustizie sociali e politiche del paese e alla corrotta società americana, per rimettere le cose a posto portò ai principali giornali di San Francisco il suo proclama. Tutti lo ignorarono tranne il direttore dell’Evening Bulletin, che invece decise di pubblicarlo, chiaramente con intenti satirici, facendo così esplodere il “fenomeno” Norton I.

I cittadini di San Francisco iniziarono a salutarlo con il suo titolo, e da quel momento Norton si comportò davvero come un imperatore. Era solito indossare una uniforme blu con spalline dorate, donatagli dal locale presidio dell’esercito degli Stati Uniti, a cui aggiunse un bastone che faceva anche da sciabola. Vagava per la città ascoltando le lamentele della gente e dispensando con discrezione i suoi consigli. Prese a ispezionare cantieri navali e a interessarsi delle condizioni di lavoro e delle strutture pubbliche, e iniziò a firmare proclami.


Immagine nella pagina:
Norton I in uniforme, fotografia, ca. 1875
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