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La fanciulla di Zena

di Andrea Gazzotti


Torre dell'Erede (Miniatura 550x524 px)Nel 1223, i fumanti di Zena, l’antico termine per indicare le case abitate, erano 55 e rispondevano al Comandante di Porta Ravegnana per tributi e uomini in armi. Il territorio diede nel tempo anche personaggi come Raimondo da Zena, discepolo di Irnerio e maestro di giurisprudenza dello Studio bolognese e, in tempi più recenti, Luigi Fantini, speleologo e paletnologo, scopritore della Grotta del Farneto e anche storico e fotografo cui si deve, fortunatamente, una serie di libri sugli antichi edifici del nostro Appennino, oggi purtroppo in gran parte persi a causa delle vicende belliche legate alla Linea Gotica.
Descrivere la storia di questo piccolo territorio esula da quello che voglio raccontare in queste note, perché obbligherebbe a ricordare tutte le vicende storiche che per secoli hanno coinvolto anche la nostra città, indissolubilmente legata a quella di tante altre realtà appenniniche.

La mia attenzione è stata invece attratta da una curiosità che ci avvicina maggiormente al nostro periodo di riferimento, l’Ottocento.
Il castello, nel corso dei secoli, perse ovviamente importanza militare diventando infine una residenza signorile, passando per vari proprietari fino ai marchesi Giuseppe e Maria Sassoli de’ Bianchi, a cui si devono i restauri di fine Ottocento-inizio Novecento, prima della distruzione avvenuta durante l’ultima guerra.
Nel palazzo aveva trovato sede un comando tedesco, divenuto bersaglio delle artiglierie alleate, e nelle cantine sono visibili ancora nomi e date incise da alcuni prigionieri americani. Le distruzioni belliche purtroppo riguardarono anche il piccolo oratorio e il cimitero, portando alla perdita di una lapide dedicata a una ragazza di nome Zenobia che è all’origine di questa storia.

ZENOBIAE SIGIFRIDI ET RACHILDIS SUAVISS.... NAT... Ae Arro. E DE cossis RAPT. ET AD sIRL. TRANsv. A sigiBRIo e HoM. s. BRINTI REDEMPT... OB PERICUL.... ET LABOR..... PASS. MORTAL... INFIRMIT..... Ess.. ET ANTE.. Us MoRTEM NUPTAE PARENT CUM LACRYM... Pse... MLXXXI.

(A Zenobia di Sigifredo e di Rachilde carissima figlia, da Azzone de' Cossi rapita e trasportata in Serle, poscia da Sigiero mediante gli uomini di Brento liberata, causa i pericoli ed i travagli patiti, da mortale infermità assalita, innanzi la sua morte a lui sposata, i parenti addoloratissimi hanno posto nell'anno 1081. Che non si cancelli la sua pietosa memoria!)


Immagine nella pagina:
Torre dell’Erede o della Rete (foto: Associazione Parco Museale della Val di Zena)
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