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La fanciulla di Zena

di Andrea Gazzotti

Questa iscrizione suscitò la fantasia di un sedicenne al punto da ispirargli in seguito un romanzo. Egli ricorda:

Frontespizio La fanciulla di Zena (Miniatura 500x814 px)Tutte le estati mi recavo a San Gervasio in un antico podere di mio padre. Girovagando per quelle magnifiche terre giunsi al Castello di Zena. (…) Intravidi ad un certo punto una pietra, crepata, ma che mostrava chiaramente delle iscrizioni. (…) Scoprii molto tempo dopo che trattavasi di una lapide in memoria di una certa Zenobia, seppellita nel 1081 nella chiesa di Santa Cristina, appartenente al castello di Zena.

E qui cominciano le curiosità.
Navigando su internet alla ricerca di maggiori informazioni sul romanzo, ho notato una certa discrepanza di dati: l’anno di pubblicazione del romanzo ..1846 ..1872 ..1876, la tragica fine di Lei .. suicida (?), sposa felice (?!), morta per i traumi della lunga prigionia? Anche il nome corretto dello scrittore: Raffaello o Raffaele Garagnani?
Ed è cominciata la ricerca.
In tutti i suoi testi lo scrittore si firma Raffaello Garagnani, avvocato e professore di Belle Lettere a Bologna, discendente di una nobile casata del parmense che, a seguito dei moti risorgimentali, subì una divisione interna, i biondi fedeli a Pio IX e i neri, a cui apparteneva, favorevoli invece all’Unità d’Italia. Nel 1860, dopo la sua fuga da Bologna a Saluzzo a seguito della partecipazione al tentativo di insurrezione anti-austriaca del 1853, scrisse La Lega Lombarda, stampato dalla Tipografia F.lli Lobetti-Bodoni (Fondo Biblioteca dell’Archiginnasio), dove si invitava il Papa a sentirsi italiano scatenandone definitivamente le ire, tanto da essere privato di titoli e beni di cui non rientrò più in possesso perché passati ai fedeli biondi, nominati conti.

Ma torniamo alla lapide perché un bel giorno… Raffaello Garagnani, ormai quarantottenne (Rumiginando….alcune carte, trovai la copia di quella iscrizione, la quale mi suscitò molte care memorie…vi piansi per la rimembranza degli anni andati..), decise di scrivere il romanzo La fanciulla di Zena, pubblicato nel 1872 a Ferrara dalla tipografia sociale, 448 pag. al prezzo di L. 5 poi ripubblicato a Bologna nel 1876 in due volumi dalla Tipografia Pontificia Mareggiani.

Il romanzo, nel classico stile romantico dell’epoca, venne così descritto: ...ti commuove ai più soavi affetti, ti schiera innanzi i costumi, le passioni, i vizii, le virtù di quell’epoca, si illustre e gloriosa per l’Italia, e t’informa l’animo a sensi nobili e virtuosi. (La Civiltà Cattolica, anno vigesimoquinto, Vol. I della serie nona, Firenze, 1874).


Immagine nella pagina:
Frontespizio di La fanciulla di Zena, Vol. I, Fondo Fantini, Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna
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