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Non solo camicia rossa... le uniformi dei garibaldini

di Cesare Galantini

Non esisteva quindi nessun regolamento stringente che indicasse la foggia e la fattura delle divise dei volontari garibaldini. Come per ogni esercito di volontari, anche l’equipaggiamento variava moltissimo, includendo dotazioni personali, manufatti artigianali, materiale catturato al nemico, come borracce, bandoliere, giberne, ecc. A completare l’uniforme, veniva utilizzata molto spesso una sacca, o tascapane, spesso di colore bianco. Sovente il garibaldino portava anche una coperta arrotolata e alla corda di chiusura veniva attaccata una gavetta.

Sartine (Miniatura 219x270 px)Se quelle finora trattate sono le caratteristiche generali della tenuta garibaldina, esistono varianti particolari in merito all’uniforme di singoli reparti in seno ai volontari garibaldini. Anche i famosi berretti rossi dei garibaldini meritano alcune specifiche: come per la camicia e i pantaloni vigeva poca uniformità. Chiaramente quello che la memoria garibaldina ci ha tramandato è il classico berretto rosso, ma i modelli erano molteplici e di diversa fattura, come erano diffusi anche altri tipi di copricapi.

Un elemento che è comune a tutte le varie versioni esistenti del classico berretto garibaldino è il colore rosso del tessuto con il quale i berretti venivano confezionati; al margine, verso la visiera, vi era una striscia nera (spesso verde). Il berretto era spesso provvisto anche di un soggolo. I copricapi rimasero comunque disparati: vennero utilizzati cappelli di paglia e furono molto diffusi quelli detti alla calabrese, ornati da una o più penne, come altri copricapi di fattura artigianale dalle più svariate provenienze. Gli ufficiali avevano un bonetto rosso con una cornetta ricamata in filo dorato, oppure di metallo, ma sempre con riportato, al centro della cornetta, in piccolo, il numero del reparto.

Nelle diverse campagne spesso anche i berretti dei volontari portavano il numero del reparto o la cornetta dei cacciatori, in alcune versioni sormontata dalla corona. Gli unici simboli che richiamavano la monarchia (corona sul berretto e croce sulla cintura), introdotti con il tentativo di istituzionalizzare i volontari in camicia rossa, vennero poi eliminati dai volontari di sentimenti antimonarchici. Spesso anche le uniformi esposte in molti musei non ci restituiscono correttamente la reale tenuta dei garibaldini, perché in molti casi le divise arrivate fino a noi sono quelle confezionate a posteriori per partecipare a raduni di reduci delle patrie battaglie.


Immagine nella pagina:
O. Borrani, Cucitrici di camicie rosse, 1863
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