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La Trafila Romagnola di Garibaldi

di Sanzio Campanini

Così ci racconta Gioacchino Bonnet, un possidente terriero di Comacchio e fervente patriota, il suo incontro con Garibaldi ed Anita sulla spiaggia di Magnavacca, l’attuale Lido delle Nazioni. Ma, quel venerdì 3 agosto 1849, come era giunto fino alla spiaggia di Magnavacca Garibaldi?

Capanno Garibaldi (Miniatura 219x263 px)Il 2 luglio 1849, dopo la caduta della Repubblica Romana per mano francese, Garibaldi, Anita, Leggero, Ugo Bassi, Livraghi, Angelo Brunetti detto Ciceruacchio ed altri volontari erano usciti da Roma per raggiungere Venezia, ancora libera, ma assediata dagli Austriaci.

Fu un viaggio molto avventuroso. Inseguiti da truppe austriache e papaline riuscirono finalmente a raggiungere San Marino, dove Garibaldi sciolse dal giuramento i volontari che ancora lo seguivano (quasi 1200) e con i circa 200 volontari rimasti, il 31 luglio, sfuggendo alle truppe austriache che avevano circondato San Marino, raggiunse Cesenatico, dove, requisendo i bragozzi dei pescatori chioggiotti, cercò di raggiungere via mare Venezia. Intercettati da navi austriache, alcune barche furono catturate, ma tre riuscirono a raggiungere la spiaggia di Magnavacca, dove il Bonnet, al corrente di quello che stava accadendo, corse in aiuto di Garibaldi prima che giungesse il presidio austriaco di stanza a Porto di Magnavacca (attuale Porto Garibaldi).

Tra le persone sbarcate con Garibaldi, Ugo Bassi e Livraghi si allontanarono velocemente, ma a Comacchio furono riconosciuti, arrestati, portati a Bologna e poi fucilati; mentre Ciceruacchio con i due giovani figli riuscì a raggiungere il Veneto, ma a Cà Tiepolo anche loro furono arrestati e fucilati.

Come si evince dal racconto del Bonnet, Anita versa già in gravi condizioni: è al sesto mese di gravidanza ed una febbre probabilmente di origine malarica la sta consumando; viene così portata presso il capanno di una certa vedova, indicato da Bonnet per darle un po’ di conforto; capanno che è ancora visibile al Lido delle Nazioni, il Capanno Cavalieri. Questo è il primo atto della Trafila.


Immagine nella pagina:
Capanno Garibaldi, Pineta S. Vitale (Ravenna)
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