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Il salotto di Nonna SperanzaE se non fosse che era donna, le spalline avria avute e non la gonna

di Marinette Pendola

Peppa la Cannoniera (Miniatura 219x290 px)Altra figura leggendaria è Peppa la Cannoniera. Della sua vita si sa poco. Incerto è persino il suo cognome: per alcuni è Giuseppa Bolognara, per altri Calcagna. Altrettanto incerta è la data di nascita, che oscilla fra il 1826 e il 1841. Cresce in un orfanatrofio di Catania e poi trova un lavoro dapprima in un’osteria e poi da uno stalliere. Le sue abilità con i cavalli le tornano utili il 31 maggio 1860 quando, nel pieno degli scontri con i soldati borbonici, riesce a recuperare un cannone abbandonato dai nemici in fuga, semplicemente con una grossa fune lanciata a mo’ di cappio, e, con l’aiuto di altri insorti, lo tira con l’obiettivo di sistemarlo in una posizione strategica. Giunti sulla via del Corso, gli insorti vedono in fondo, verso piazza Duomo, due squadroni di lancieri pronti alla carica. Nel timore di essere presi, scaricano i fucili e fuggono. Soltanto Peppa rimane accanto al cannone e con sangue freddo improvvisa uno stratagemma.

Sparse della polvere sulla volta del cannone e attese tranquilla che la cavalleria caricasse. Appena gli squadroni si mossero, diede fuoco alla polvere e i cavalieri borbonici credettero che il colpo avesse fatto cilecca prendendo fuoco soltanto la polvere del focone. Si slanciarono perciò alla carica sicuri di riguadagnare il pezzo perduto; ma appena avvicinatisi di pochi passi, la coraggiosa donna li attendeva a piè fermo, diede fuoco alla carica con grave danno degli assalitori e riuscì a mettersi in salvo, scrive lo storico catanese Vincenzo Finocchiaro. Per questa sua azione ardita ottiene la medaglia d’argento al valor militare e una piccola pensione, ma ben presto si perdono le sue tracce e non si sa quando e dove sia morta.

Anche la Spedizione dei Mille annovera fra i suoi arruolati due donne, di cui una, Tonina Masanello, non compare nemmeno nell’elenco dei partecipanti. In effetti non parte da Quarto insieme con gli altri, ma solo più tardi con la cosiddetta quarta Spedizione, ovvero la Brigata Sacchi. Nata in provincia di Padova nel 1833, Tonina sposa un giovane che condivide i suoi ideali. Ben presto i coniugi si rifugiano a Modena per timore di essere arrestati. È in quella città che apprendono dell’impresa che Garibaldi sta preparando. La decisione non è facile, ma alla fine fanno la loro scelta: affidano la loro bambina a una famiglia amica e vanno a Genova. Appreso che Garibaldi è già partito, non si scoraggiano. Si uniscono alla Brigata Sacchi composta da più di duemila volontari, che parte in quei giorni per portare rinforzi. Per potersi arruolare Tonina si veste da uomo e si fa passare per il cognato Antonio Marinello. La Brigata Sacchi raggiunge Garibaldi a Palermo e prosegue per la Calabria percorrendola a tappe a piedi fra scontri con le truppe borboniche e un clima altrettanto nemico.


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Peppa la Cannoniera

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