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La battaglia di Ciro Menotti: da imprenditore a martire per l'Unità d'Italia

Seconda parte: La congiura e il tragico epilogo

a cura di Martina Rignanese

FamigliaIl Museo del Risorgimento di Modena conserva l’ultima lettera del combattente per la moglie Francesca che purtroppo il suo confessore, Don Francesco Bernardi, intercettato dalle truppe estensi, non riuscì a recapitare.
La vedova leggerà commossa queste parole nel 1848.



Alle 3 ½ del 26 maggio 1831;


Carissima moglie,

La tua virtù e la tua religione sieno teco e ti assistino nel ricevere che farai questo mio foglio – Sono le ultime parole dell’infelice tuo Ciro – Egli ti rivedrà in più beato soggiorno – Vivi ai figli e fà loro da Padre ancora; ne hai tutti i riquisiti. – L’ultimo amoroso comando che Lettera
impongo al tuo cuore è quello di non abbandonarti al dolore – Vincilo, e pensa chi è che te lo suggerisce e consiglia.

Non resterai che orbata di un corpo che pur doveva soggiacere alla sua fine – L’anima mia sarà come divisa teco da tutta l’eternità – Pensa ai figli e in loro seguita a vedervi il loro genitore, e quando l’età farà conoscere chi era dirai loro ch’era uno che amò sempre il suo simile –

Fò te l’interprete dell’ultimo mio congedo con tutta la famiglia: io mojo col nome di tutti sul cuore, e la mia Cecchina lo invade tutto […]

Il dirti d’incamminare i figli sulla strada della virtù è dirti ciò che hai sempre fatto […] Cecchina mia, prevedo le tue angoscie, e mi si divide il cuore alla sola idea. Non abbandonarviti: tutti dobbiamo morire – Ti mando l’ultimo pegno che mi rimane: dei miei capelli – danne in memoria alla famiglia.

Oh buon Dio! quanti infelici per mia colpa; ma mi perdonerete. Dò l’ultimo baccio ai figli; non oso individuarli perche troppo mi angustierei – tutti a quattro – e i genitori e l’ottima Nonna, la cara sorella e Celeste; insomma tutti vi ho presenti. Addio per sempre Cecchina; sarai sempre la madre de’ miei figli. In questo ultimo tremendo momento le cose mondane non sono più per me. Troveranno i miei figli e tu della pietà dopo la mia morte, più che ne sperassi vivendo – Speravo molto. Il Sovrano... ma non sono più di questo mondo – Addio con tutto il cuore – Addio per sempre. Ama sempre la memoria dell’infelice tuo

Ciro.



Immagini nella pagina:

La moglie e due dei figli di Ciro Menotti
Lettera di Ciro Menotti alla moglie, Museo del Risorgimento di Modena

Link per la Prima parte dell'articolo ("L'industria contro il pugno di ferro ducale"): https://www.jourdelo.it/doc.php?iddoc=765



Note bibliografiche:
Le testimonianze sul supplizio di Menotti e Borelli sono state tratte dall’articolo Dal patibolo di Ciro Menotti all’Accademia di Modena, anno 2007, nel periodico on-line Il Nastro Azzurro.
La lettera di Menotti alla moglie è contenuta nel volume I martiri della libertà italiana dal 1794 al 1848: memorie raccolte da Atto Vannucci, 1880, sesta edizione, Milano.
Fine.
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