Ottobre-Dicembre 2005
Il Manuale delle Dame - Ovvero L'arte dell'eleganza
Il salotto di Nonna Speranza
A partire da questo numero, inizia una serie di interventi sul galateo della danza. I brani sono tratti da manuali francesi che, nell'Ottocento, erano considerati come la massima espressione di decoro e buona educazione, al punto da essere diffusi in tutta Europa. Alcune di queste regole potranno farci sorridere, altre sono ancora attualissime e possono aiutarci, in qualche circostanza, ad assumere un comportamento decoroso. Tutte sottostanno ad una regola assoluta: l'attenzione per gli altri, che si manifesta con una particolare delicatezza nei modi e nei gesti.
Una lettura storica di questi brani ci mette in condizione di cogliere l'evoluzione dei modi di essere e delle mentalità dall'inizio dell'Ottocento fino a noi che ne interpretiamo la tradizione. Il brano presente in questo numero è tratto da un "Manuel des Dames" pubblicato a Parigi nel 1833 da una certa Madame Celnart, (pseudonimo di Elisabeth Félice Bayle-Mouillard-1796-1865), autrice prolifica di manuali difusissimi. Un riferimento alle nonne che ballano il minuetto ci permette di cogliere lo stacco generazionale che si manifesta anche con nuovi modi di essere - come il ritegno, il timore di mostrare parti del corpo - e che chiude definitivamente con la disinvoltura del secolo precedente. Si pone una particolare attenzione al valzer, ballo di moda. Ma soprattutto fa la sua comparsa un oggetto nuovo, il carnet, che l'autrice non sa come meglio definire dato che non possiede ancora un nome ben codificato. Anche la sua descrizione collocata in nota nel testo esprime bene il ruolo ancora marginale di questo accessorio che non si sa bene come indossare.
Il Manuale delle dame
Ovvero L'arte dell'eleganza
Sulle serate, sui balli, i concerti, ecc...Quando invitate delle dame con cui avete un qualche legame, abbiate cura di informarle del tipo d'incontro, in modo che non siano esposte a peccare per eccesso o per difetto nel loro abbigliamento. Il primo caso le metterebbe in imbarazzo, il secondo di cattivo umore, e il piacere dell'incontro sarebbe compromesso. Quanto alle persone che conoscete poco, il vostro solo invito le mette in condizione di sapere quel che devono fare. Quando siete invitati, a meno che non sia da parte di amici intimi, informatevi con delicatezza, ma mai direttamente.

Il manuale delle Dame
Ogni volta che una padrona di casa riceve, il suo abito deve essere di una graziosa semplicità, per non rivaleggiare con le sue ospiti. Se la loro toilette è fuori posto per qualcosa, date loro con sollecitudine i mezzi per risistemarsi; ma non date mai consigli per migliorarla, anche se fossero necessari. Non lasciate mai credere che non le trovate perfettamente a posto, perfettamente alla moda. Se le vostre amiche hanno qualcosa di nuovo, notatelo con un complimento. Non si tratta di essere sincere, ma di fare cosa gradita.
Badate con la massima cura al piacere di tutti, senza tuttavia mettervi affettazione. E' un compito estremamente delicato quando si tratta di una serata danzante, poiché bisogna notare le dame che non danzano, senza mostrare di osservarle, e inviare loro dei cavalieri evitando, sopra ogni cosa, che se ne accorgano. Per adempiere adeguatamente ai propri obblighi, la padrona di casa deve danzare pochissimo.
Se siete invitata, i vostri obblighi sono meno numerosi, ma non meno indispensabili. Rivolgete educatamente qualche parola alle vostre vicine anche sconosciute. Se danzano molto, complimentatevi del loro successo; se sono invece tralasciate, fate finta di non accorgervene, soprattutto se siete più fortunata: evitate di parlare della vostra stanchezza, di dimostrare loro una compassione umiliante e, se potete, fate in modo di procurare loro un cavaliere, senza che possano sospettare il vostro intervento.
Non criticate l'abito di nessuna dama, o, se ne fate parola, che sia con persone di cui conoscete la totale discrezione. Accogliete, con grazia delicata e semplice, tutti i cavalieri, di qualsiasi età e rango sociale.
L'arte di danzare piacevolmente
Le mie belle pupille sono andate a lezione da un abile maestro, sono inoltre dotate dalla natura, hanno buon gusto, e l'abitudine a questo genere di serate; tuttavia, voglio ancora dare qualche consiglio. La danza più semplice, più banale, come le altre arti, trae ispirazione dal pensiero. Che un unico pensiero guidi la vostra: mettetela in armonia con il vostro genere di bellezza. Siete piene di brio e di vivacità? Il vostro corpo è grazioso? Che la vostra danza sia animata; siate vivace senza nessun timore. Se siete di alta statura e modi eleganti vi contraddistinguono, danzate con dignità e grazia calma; i passi meno vivaci, i movimenti più delicati sono adatti al carattere della vostra danza. Ma evitate di stare rigide, con un portamento di maniera o sprezzante, come tante ballerine di oggi che, per dimostrare un'aria elegante o maestosa, camminano, si trascinano, e si accontentano di fare di tanto in tanto qualche passo isolato.
Il modo di tenere la gonna è cosa importante. Se la si porta troppo in avanti, si mettono in evidenza le forme posteriori, si disegna con le braccia un semicerchio sgraziato e, se s'incurva il busto verso l'interno, si diventa una simpatica caricatura. Se la si scosta troppo sui fianchi, si somiglia alle nonne che ballano il minuetto. Ma lasciando le pieghe della gonna all'indietro, accostandola un po' alle cosce in modo da drappeggiarle leggermente, tenendola sulla parte laterale di queste, fra pollice e indice, si ottiene un portamento molto elegante. Nello stesso tempo, si tengono i piedi verso l'esterno, arcuati in modo da poggiare sulle punte tenendo alzato il tallone, i gomiti sono arrotondati, le dita non allargate ma morbide come le braccia, il petto in avanti, le spalle all'indietro, il busto ben in equilibrio e fermo affinché non partecipi ai movimenti delle gambe. La testa è dritta ma non fissa; il collo s'inclina impercettibilmente, con un movimento ripetuto e grazioso, secondo la musica, adattandosi alla vostra danza. Questo portamento, ugualmente distante dall'affettazione e dalla rigidità, si adatta soprattutto al valzer.
Che il vostro sguardo non sia né abbassato, né fisso, né vagante; che si rivolga al cavaliere senza apparire penetrante, che esprima sempre benevolenza e gioia. Dando la mano alle vostre vicine per la chaîne des dames (...), fate in modo che i vostri movimenti siano aggraziati e leggeri. Rivolgerete un sorriso gentile, sembrerà che scivoliate, pur con il corpo fermo e l'orecchio attento.
Abbiate cura, quando ballate il valzer, che il vostro cavaliere non vi stringa troppo, e ciò per un doppio motivo di grazia e di ritegno. Inclinerete delicatamente la testa, farete i passi molto piccoli, mantenendo la vostra posizione e non saltellando come tanti ballerini di cattivo gusto che rovinano in questo modo l'incantevole danza tedesca. (...) Evitate di buttarvi troppo all'indietro per non stancare il vostro cavaliere, e, appena sentite il respiro farsi faticoso, fermatevi, poiché la difficoltà di respiro, il volto surriscaldato, il sudore trasformano momentaneamente la più bella ballerina in un oggetto ridicolo e degno di pietà.
Ma non è soltanto questa stanchezza istantanea che vi chiedo di evitare, voglio che preveniate la fatica permanente. Appena si farà sentire, smettete di danzare, smettetela, poiché non c'è più leggiadria né piacere. I vostri passi, i vostri atteggiamenti non avrebbero quel tono aggraziato, quell'eleganza spontanea, quella leggiadria aerea che danno alle ballerine un aspetto poetico. Pensateci: la danza si esprime con grazia: allontanatevi prima che le vostre grazie si allontanino. Dobbiamo tutte avere questa civetteria (1).
(1) Non dimentichiamo per il ballo, una sorta di piccolo accessorio assolutamente moderno, assolutamente elegante, ma che dobbiamo avere solo se siamo ballerine alla moda, poiché altrimenti sarebbe oggetto di derisione per gli spettatori, anche i più indulgenti. Questo piccolo accessorio è un piccolissimo portafogli molto simile a un porta biglietti da visita; la parola Bal è tracciata all'esterno e, all'interno, due fogli di carta di qualità portano il titolo Contredanses. Una matita leggera chiude l'oggetto e serve ad annotare le contraddanze promesse. Un piccolo gancio di metallo è legato alla parte inferiore; lo si aggancia alla cintura, e l'oggetto che non oltrepassa il nastro sembra un gioiello destinato ad ornarlo. Si fanno questi souvenir di ballo in avorio, madreperla, acciaio, vermeil, oro, ecc...