Ottobre-Dicembre 2006
Omaggio a Massari Maria Waldman, diva del bel canto e voce prediletta da Giuseppe Verdi
Il celebre mezzosoprano austriaco Maria Waldmann, andata poi sposa al duca ferrarese Massari Zavaglia, impersonò nella seconda metà dell'Ottocento durante la maturità del maestro di Busseto l'artista ideale per il gusto e l'intelligenza interpretativa, la vigorosa ed innata caratura drammatica unita ad una pastosità di timbro che resero inimitabili le sue interpretazioni nei ruoli di Amneris e della Messa da Requiem.
L'amicizia speciale che Verdi ebbe per la Waldmann è documentata da un centinaio di lettere che il grande operista le inviò fino agli ultimi giorni della sua lunga esistenza ove sono tangibili l'affetto intenso e l'ammirazione viva, sincera, profonda. L'attenzione particolare dei Ferraresi invece le fu attribuita fin dalla sua prima apparizione al Teatro Comunale cittadino nella primavera del 1869 quando interpretò, con un successo veramente felice, il ruolo di Fede nel Grand Opéra di Meyerbeer Il Profeta. E più recentemente, da dieci anni ininterrottamente nei luoghi ove la duchessa visse, continua per la volontà dell'amministrazione comunale l'omaggio alla grande ‘cantatrice', iniziato dapprima con una mostra documentaria per recuperare e illustrare i fasti della sua carriera (evento dell'estate 1996) e successivamente con la proposta di manifestazioni artistico-culturali di alto prestigio tra cui spicca a Voghenza (provincia di Ferrara) ai primi di luglio, nella suggestiva cornice del parco Massari, l'annuale appuntamento lirico il cui programma si snoda tra le pagine più importanti della letteratura operistica di Verdi e quest'anno con un ricordo di Mozart.

Maria Waldmann
Nata a Vienna nel 1845 in una famiglia di musicisti (il padre violinista e una sorella maggiore nota suonatrice di cetra) Maria Waldmann entrò a 15 anni al Conservatorio di Musica dell'Imperial Regia Società degli Amici della Musica ove studiò con successo per quattro anni; a soli diciassette anni fu nominata membro dell'Opera di Corte per la rara voce di contralto e per la cura meticolosa nella preparazione musicale. Nello stesso teatro imperiale fece parte più tardi con la Stolz, Masini e Medini del famoso quartetto vocale dell'Opera di Vienna.
Poi al fine di perfezionarsi per affrontare sia il repertorio antico (Rossini, Von Weber e Mozart) che quello contemporaneo (Verdi, Meyerbeer e Gounod) l'artista austriaca si trasferì al Conservatorio di Milano sotto la disciplina del celebre maestro Francesco Lamperti, l'ultimo erede della grande scuola italiana di belcanto. Inizia così una carriera in ascesa dapprima nei teatri imperiali di Mosca e Varsavia e poi in tutti i maggiori teatri d'Italia. La critica e gli appassionati d'opera riconoscono che l'artista non ha soltanto una voce fresca, robusta, intonata ma bensì anche un sentire profondo e un'attitudine particolare a rappresentare con verità e sublime espressione, le più ardue e importanti situazioni drammatiche, come la magistrale interpretazione dell'innamorata figlia del faraone Amneris in Aida: è l'8 febbraio 1872 alla Scala ed è un trionfo per lei e per Verdi che la volle con sé a Firenze, Parma, Ancona, Perugia e poi a Parigi e infine al Malibran di Venezia.
"Non credevo mai che quella tedesca lì sarebbe stata la mia interprete ideale" esclamò notoriamente il maestro e il connubio artistico proseguì anche con la Messa da Requiem, dedicato alla memoria di Alessandro Manzoni: la prima a Milano, alla scadenza di un anno dalla morte del grande genio, fu un avvenimento solenne. Celebre è rimasta la sua interpretazione nell'Agnus Dei per la finezza di accento e la ricchezza di sfumature di suono: per mettere in luce le capacità del mezzosoprano tanto considerato Verdi modificò il suo spartito originale aggiungendo un breve assolo sul "Liber scriptus", la cui musica non è tanto una questione di note ma soprattutto di significati reconditi e di suggestioni espressive che solo grandi interpreti possono comunicare.