Ottobre-Dicembre 2008
Il ballo delle debuttanti, un falso storico?
Parte da una affascinante esperienza lavorativa il desiderio di indagare quale traccia segue la leggenda della storia del Ballo delle Debuttanti. A Bologna il Colonnello Luigi De Letteriis Lacci, Direttore del Circolo Ufficiali di Presidio nella storica sede di Palazzo Grassi, ha ridonato vita al Ballo delle Debuttanti dopo 30 anni di assenza, avvalendosi della mia competenza professionale per la direzione artistica. Come succede spesso nei progetti artistici, durante la fase embrionale e di pianificazione cresce la voglia di conoscere l’origine del progetto, quando, come e perché è nato, in quale periodo storico affonda le proprie radici. E così si viene a conoscenza di tanti retroscena… che incuriosiscono e appassionano.
È di prassi navigare subito in internet, e quindi incartarsi su siti trovati digitando parole come debuttanti, ballo, storia del ballo. Laddove sembra di aver scoperto la vera storia del Ballo delle Debuttanti, leggendo le interessanti introduzioni che i siti forniscono prima di una manifestazione importante quale l’Opernball, che si svolge tradizionalmente all’Opera di Vienna o il Gran Ballo Vienna sul Lago di Stresa per rimanere in ambito italiano, in realtà si conclude la lettura e non è uscito pressoché nulla rispetto alla sua tradizione. Le uniche note rilevanti derivano dai pochi cenni storici che si limitano a rispolverare la tradizione del Ballo affermando che già nel XVIII secolo, quando nei palazzi nobiliari, in uno sfavillio di luci, specchi e stucchi dorati, le giovani fanciulle aristocratiche di età compresa fra i 17 e i 23 anni avevano le loro occasioni di trovare il proprio cavaliere. Ma il cenno storico è già concluso con un punto di ironia nella frase ...purtroppo infatti, a quei tempi dopo i 23 anni colei che non avesse trovato il principe azzurro era considerata zitella!

Il Congresso di Vienna Stampa Raccolta Bertarelli Milano
Non avendo saziato a sufficienza la mia conoscenza, ho continuato la ricerca partendo dallo spunto del Congresso di Vienna. Molti attribuiscono al famoso Congresso del 1814 il momento culminante di questa tradizione.
Si legge che la Rivoluzione Francese riuscì a spazzare via tutto quanto appartenente all’ancien régime, ma non riuscì a interrompere la tradizione del divertimento, delle danze, delle serate di gala in cui era possibile sfoggiare abiti all’ultima moda, gioielli, acconciature e perché no mostrare la bravura danzando. Il momento del debutto in società, il rituale dell’invito, l’interesse verso la conversazione e il compiacimento di saper danzare trovano il momento più alto durante il Congresso di Vienna, passato alla Storia anche come Congresso Danzante.
Digitando Congresso Danzante, Francesco Giuseppe che fu uno dei più importanti promotori, ecco che ci imbattiamo in argomenti a noi più vicini, ma ancora non esaurienti. I documenti ci riportano che al Congresso parteciparono le delegazioni diplomatiche di quasi tutte le nazioni europee; dall’ottobre 1814 al giugno 1815 quindi Vienna, ed in particolare il Dipartimento di Stato nel Palazzo Ballhausplatz, sede del Principe di Metternich, divenne il cuore del continente per la sua centralità politica. Ma è interessante sapere che durante tutti questi mesi si cercò di rendere il soggiorno delle personalità d’alto rango il più piacevole possibile. E con questo sì che entriamo nel vivo del nostro argomento. Fu il susseguirsi di molte riunioni informali, di balli quotidiani e di altri mille divertimenti che fecero venir in mente al Principe Charles-Joseph de Ligne la famosa immagine del Congresso Danzante, piuttosto che una riunione delle potenze vincitrici nata dall’esigenza di dare un nuovo assetto e un nuovo ordine all’Europa devastata e ridotta allo stremo dalla lunga guerra contro l’Imperatore francese.

Ballo delle Debuttanti
Ma chi era Charles- Joseph de Ligne? È con lui e su di lui che il mio lavoro si è diretto e risolto, per il gusto e il piacere di ripescare le parole da lui scritte. Una breve ricerca mi ha permesso di arrivare a Anectodal Recollactions of the Congress of Vienna scritto e tradotto in inglese dall’autore Comte A. De La Garde-Chambons, presente in un paio di copie tra gli archivi di Bologna, uno nella Biblioteca di Villa Spada, e l’altro nella Biblioteca della Musica. Il libro, edito a Londra nel 1902, si apre proprio con la presentazione del Principe De Ligne, personaggio chiave ed estremamente importante per la riuscita del Congresso. Dilettandomi negli aneddoti che l’autore scrive su di lui, finalmente le sue parole The whole of Europe is in Vienna. The tissue of politics is embroidered with fêtes, and inasmuch as at your age one is fond of joyous gatherings, balls and pleasure, I can assure you beforehand of a series of them, because the Congress does not march to its goal; it dances. It is a royal mob… Finalmente uno scritto storico in cui emerge, attraverso la scrittura, l’aspetto puramente godereccio del Congresso; allora è proprio vero che il Congresso non procedeva nei suoi obiettivi. Proseguendo la lettura, in ogni capitolo l’autore si sofferma su un Ballo, piuttosto che Gran Balli serali, piuttosto che in digressioni sul Valzer e sulla Danza. Organizzati secondo un cerimoniale splendido e di rigida etichetta, i Gran Balli erano diventati delle tappe fondamentali del Congresso, dove vi prendevano parte solo persone di alto rango. L’ingresso degli ospiti a queste serate di gala occupa ogni volta un paio di pagine, l’autore si sofferma sugli atteggiamenti e sui modi di comportarsi velati di ironia, estremamente chiari nell’evidenziare la pomposità dei partecipanti:
Suddenly there was a blast of trumpets; the sovereigns made their entrance conducting the empresses, queens, and archduchesses. After having made the round of the hall amidst general acclamations, they proceeded to the riding-school and took their seats on the platform. In the first row there were the Empresses of Austria and Russia, the Queen of Bavaria and the Grande-Duchesse d’Oldenbourg, the well-beloved sister of Alexander, whose likeness to Alexander was so striking. Then came the Archduchess Beatrice, Grand-Duchess of Saxe-Weimar. The seats on the right and left were occupied by the galaxy of women who at that moment disputed the palm of beauty and elegance with each other: the Princesse de la Tour et Taxis, the Comtesse de Bernsdorff, the Princesse de Hesse-Philippstal, in all the splendour of her imposing and statuesque loveliness; her two daughters, bidding fair to rival their mother; the Comtesse d’Apponyi, tall and lithe, with most expressive eyes; the Princesses Sapieha and Lichtenstein, whose beauty was of a more regular and gentler cast; the Comtesse Cohari, the Princesses Paul Esterhazy and Bagration; the daughters of Admiral Sidney Smith; the Comtesse Zamoyska, née Czartoryska, tall, fair, with a skin of dazzling whiteness, who in herself virtually represented every kind of Polish female beauty…
Su 420 pagine, più della metà sono dedicate ai Balli, allo sfoggio di saper danzare il Valzer, all’etichetta da tenere durante le Feste. Esplicitamente però non ci sono riferimenti alle Debuttanti, ma tutti gli ingredienti ci permettono di associare l’ambiente militare, le ragazze figlie di autorità politiche o militari, le danze, l’etichetta dei Balli del Congresso di Vienna al Ballo delle Debuttanti.

Ballo delle Debuttanti - Circolo Ufficiali Bologna
Grazie alla potenza comunicativa della televisione e della rete, come fa presto la mente ad associare un momento che era una tappa per le giovani fanciulle a un desiderio o illusione di un ritorno al sogno romantico. Qualunque sia il motivo, vuoi per la volontà di rilanciare nuovi impulsi sociali che abbiano origine nella Storia e nella Cultura, vuoi per la mera realizzazione di un evento appartenente al passato ma ancora presente in noi, la tradizione del Ballo delle Debuttanti viene accolta dalle nostre nuove generazioni come un sogno.