Ottobre-Dicembre 2009
Due importanti anniversari
When on board H.M.S. Beagle, as naturalist, I was much struck with certain facts in the distribution of the organic beings inhabiting South America, and in the geological relations of the present to the past inhabitants of that continent. These facts, as will be seen in the latter chapters of this volume, seemed to throw some light on the origin of species – that mystery of mysteries, as it has been called by one of our greatest philosophers.
Con queste parole inizia L’origine delle specie, una delle pubblicazioni scientifiche più importanti di tutto il XIX secolo, pubblicazione che avrà ripercussioni sulla vita scientifica, filosofica e religiosa dell’uomo sino ai giorni nostri. E ne avrà anche sui giorni che verranno. Pubblicazione che in qualche modo cambierà la storia dell’uomo.
L’origine delle specie viene pubblicato a Londra il 24 novembre 1859 con il complicato titolo Sull’origine delle specie per mezzo della selezione naturale o la preservazione delle razze favorite nella lotta per la vita, è un saggio scientifico. L’autore è Charles Darwin, il più noto biologo, geologo, zoologo e botanico della storia. Darwin pubblica la sua più importante opera esattamente a cinquant’anni di vita, questo fa sì che nel 2009 cadano sia il duecentesimo anniversario della nascita dell’illustre scienziato sia il centocinquantesimo anniversario della sua più famosa pubblicazione.
Il mondo intero ha festeggiato questa duplice ricorrenza, non in tutte le sue parti allo stesso modo.

Charles Darwin
La Gran Bretagna, terra d’origine di Darwin, lo ha ricordato in maniera sontuosa, istituendo tra l’altro un Darwin Day; coniando una apposita moneta del valore di due sterline; e poi programmi televisivi e radiofonici dedicati, conferenze, spettacoli teatrali, pubblicazioni e tanto altro. Anche le altre nazioni si sono dimostrate sensibili a questa ricorrenza, anche se non tutte allo stesso modo, e in molti casi con poco calore. In Italia la ricorrenza è passata abbastanza in sordina, probabilmente per il fatto che in questo momento la parola anniversario è legata al 2011 e ai preparativi che si stanno facendo ovunque per il 150° dell’Unità d’Italia, e quindi un qualsiasi altro anniversario non è insignito dello stesso significato. E comunque sono state realizzate mostre, eventi teatrali e varie attività a livello scolastico per celebrare la ricorrenza. Quella che, come spesso accade, ha stupito è l’America. In America il 200° di Darwin e il 150° della pubblicazione della sua teoria passeranno agli annali più per le contestazioni che per le celebrazioni. In America s’è animata una forte componente antidarwiniana che ha contestato l’autore, non riconoscendo la validità delle sue teorie. A volte in maniera feroce. A volte sostenendo posizioni che sinceramente possono far sorridere una mente mediamente scientifica come è quella dell’uomo medio occidentale. Posizioni più ottocentesche che contemporanee, che buttano via 150 anni di evoluzione del pensiero darwiniano. Per questo stesso motivo, posizioni che probabilmente non avrebbero fatto sorridere Darwin, perché a lui contemporanee.
L’uscita de L’origine delle specie sollevò più o meno contestazioni simili.
Facciamo un salto nel passato di 200 anni, e diamo un’occhiata alla vita di Charles Darwin.
Charles Robert Darwin nasce il 12 febbraio 1809 a Shrewsbury, cittadina al confine con il Galles. È il quinto di sei figli. Il padre è il medico del paese, la famiglia benestante. Fin da bambino Charles è attratto dalla natura, dalle piante e dagli animali, in particolar modo dagli insetti. Colleziona insetti, osserva gli uccelli, si dedica alla caccia. Cresce, studia per seguire le orme del padre, ma la medicina non fa proprio al caso suo. Non gli piace. L’esperienza all’università di Edimburgo dura solo due anni, quindi il padre, con molta delusione, capisce che la strada di Charles non è quella. Perché appena può Charles si imbarca sui pescherecci dei pescatori di ostriche di Newhaven per studiare gli invertebrati marini; invece delle materie proprie della medicina, Charles si interessa alla storia naturale, alla zoologia, alla botanica, all’ornitologia, tutte discipline che proprio in quegli anni muovono i primi passi. Alla fine del 1827 il padre cerca una nuova strada per il figlio e prova ad avviarlo alla carriera ecclesiastica, presso il Christ’s College di Cambridge. Charles non è uno studente modello, studia quel poco che basta per passare gli esami del proprio corso di laurea. Non è assolutamente svogliatezza, è interesse per altro. Tutte le energie le dedica agli studi che a lui piacciono: botanica, entomologia, storia naturale, mineralogia, geologia. Finalmente, terminati gli studi, gli capita una buona occasione da sfruttare, e Charles non se la lascia sfuggire.
Grazie al suo professore di botanica e grande amico John Stevens Henslow, Charles riesce ad ottenere un posto sul brigantino della Marina Reale Beagle, in partenza per un viaggio di rilevazioni scientifiche che durerà cinque anni.
Parte il 27 dicembre 1831. Parte all’avventura. Avventura che cambierà la sua vita, che rimarrà nei libri di storia, che cambierà la storia dell’uomo.
Cinque anni di raccolta di campioni animali, vegetali e fossili.
Alla fine se neconteranno quasi 4.000, tutti rigorosamente catalogati e donati al British Museum.

Celebre caricatura di C. Darwin
Cinque anni di osservazioni geologiche e zoologiche. Cinque anni di studio e osservazioni e catalogazioni. Cinque anni che lo vedono scoprire nuove specie animali e vegetali che saranno poi battezzate in suo onore. Cinque anni che lo vedono tornare in patria nel 1836 da uomo, se non proprio famoso, quantomeno ben conosciuto in ambiente scientifico. Durante tutto il suo viaggio infatti Charles mantiene stretti contatti epistolari con svariati personalità del mondo scientifico-naturalistico e invia regolarmente resoconti sulle sue ricerche. Sono tali resoconti che lo fanno conoscere. Ed è facile capire come un esploratore di mondi esotici sconosciuti attragga il fascino di chi ha la possibilità di leggere i suoi resoconti. Cinque anni di meticolosi appunti, che anni dopo il ritorno saranno ordinati e pubblicati nel Viaggio di un naturalista intorno al mondo del 1839 e nei cinque volumi de La zoologia del viaggio della H.M.S. Beagle tra il 1839 e il 1843.
Cinque anni che gettano le basi nella mente di Charles di quella che poi sarà la sua teoria.
Poi basta. L’avventura termina. Nel 1839 Darwin si sposa, diventa padre per due volte. Quindi nel 1842 si trasferisce in campagna nel Kent, a Down House. Rimarrà lì fino alla fine dei suoi giorni. Diventa padre altre otto volte. Fine dei viaggi avventurosi.
Col passare del tempo diventa uno studioso sempre più affermato. Allevatore, coltivatore, botanico, zoologo, biologo. Con molteplici pubblicazioni all’attivo.
Gli servono circa sei anni dal ritorno della Beagle per redigere la versione sintetica della propria teoria. Poi altri due per rivederla. E poi altri 14 anni, durante i quali contemporaneamente agli altri studi porta avanti la messa a punto della sua teoria.
Nel 1858 scopre moltissimi punti in comune con la teoria elaborata da Alfred Russel Wallace, questo lo sprona a buttarsi a capofitto nella redazione finale della sua teoria sull’evoluzione: 13 mesi che terminano con la pubblicazione de L’origine delle specie.
L’origine delle specie si compone sostanzialmente di tre concetti tanto semplici quanto geniali, basati su un presupposto. Il presupposto è che gli individui di una specie tendono a riprodursi in numero maggiore di quanti ne potranno sopravvivere. I tre concetti sono le variazioni casuali, l’ereditarietà e la selezione naturale. Gli individui sono tutti diversi tra di loro, questo è dovuto a variazioni che si verificano casualmente. Gli individui trasmettono ai loro figli le loro caratteristiche, che sono quindi ereditarie. Gli individui che sopravvivono più facilmente, e quindi hanno maggiore probabilità di riprodursi, e quindi di tramandare le loro caratteristiche sono quelli che hanno caratteristiche più adatte all’ambiente in cui vivono: la selezione naturale.
Tutto questo porta alla teoria dell’evoluzione delle specie, descritta ne L’origine delle specie.
L’origine delle specie è una rivoluzione. Scientificamente è una grande teoria basata sull’osservazione e quindi una grande scoperta. La rivoluzione è smisurata dal punto di vista filosofico e religioso. Nel rapporto tra Uomo e Dio, tra Uomo e Terra.
Con la teoria darwiniana si sposta l’attenzione dalla visione omo-centrica dell’universo, dalla teoria creazionista della terra, alla teoria evoluzionista. Semplificando la teoria come popolarmente viene fatto in l’uomo discende dalla scimmia, implicitamente si dichiara che l’uomo non è stato creato da Dio a sua immagine e somiglianza.