Nel corso della seconda metà dell’800 le Esposizioni, locali, nazionali o universali, svolgono un ruolo di rilievo nel promuovere la produzione industriale e i commerci. Vetrine e scuole di iniziativa e progresso tecnico sono un evento al quale nessuna città vuole rinunciare e Bologna non è da meno.
In uno di quei giorni d’inverno bolognese - grigi, dove piove e piove, e senza tregua cade quell’acquerugiola fina fina e fitta fitta tanto invisa al Carducci - concedetevi di salire uno ad uno i larghi e bassi gradini della scala monumentale che conduce al secondo piano del nostro Palazzo d’Accursio.
I vostri passi si aggiungono alla moltitudine di passi antichi, zoccoli di cavalli, pianelle di broccato, stivali militari: da secoli questa stessa salita accompagna l’ingresso nel cuore istituzionale della città.
Non voleva un marito che si arrogasse il diritto di decidere per lei, un pittore che le dicesse cosa dipingere, nemmeno un maestro che, per quanto geniale, la facesse sentire un’allieva per sempre. Era stata troppo presuntuosa? Aveva sopravvalutato il suo talento? Era stata egoista e ingrata?