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Editoriale

di Gabriella Lupi



Il nostro viaggio parte da Bologna, da una piazzetta avvolta nella nebbia che fa presagire un lungo e malinconico inverno. È questo che spinge il nostro viaggiatore a esplorare la calda solarità del mondo africano (p.39).
S’incontrano così personaggi di grande spessore, in grado di difendere la Libertà e la Democrazia (p.35).
D’obbligo sono le tappe per riposare e divertirsi con storie comiche che prendono di mira la buona società, con un carattere leggero e con trame romantico-sentimentali (p.5).
Un viaggio come una tournée, uomini che portano stupore, realizzando magie armati semplicemente di martello e chiodi (p.22).
Ma se da una parte siamo in continuo movimento, in luoghi destinati a continue ristrutturazioni (p.28), è sempre bene avere un riferimento che ci permetta di riconoscere sempre il luogo dove siamo (p.16); di tanto in tanto affidarci a luoghi sacri dove si dialoga con Dio cantandone le lodi (p.33).
Immaginando splendidi cavalli (p.13) che portano notizie agli abitanti di luoghi dove fino a quel momento tutto quello che poteva capitare era nascere, crescere, sposarsi senza che nulla cambiasse (p.18).
Un mezzo speciale che ci riporta a casa corre costeggiando il mare immerso nella natura, tra verde, rocce e gallerie (p.26).
Incrociamo così altri viaggiatori che partendo dalla nostra città ci salutano così: Quando sarà arrivata l’epoca della liberazione d’Italia, la posizione di questa città, e il carattere risvegliato dei suoi abitanti, la renderà un nucleo dell’opinione pubblica, e le donerà un’influenza decisa sui destini della Penisola (p.9).

Novembre 2011 (Numero 19)

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