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Editoriale

di Gabriella Lupi

Le feste da ballo non sono solo espressione di convivialità, ma sono anche finalizzate a sostenere economicamente imprese patriottiche.
L’invito è rivolto alla cittadinanza bolognese per l’acquisto del milione di fucili richiesti dal generale Garibaldi (p.5). Ma come scrive Garibaldi nelle sue memorie... ecco speriamo non parli di quelli arrivati dai generosi bolognesi poiché i suoi uomini dovevano combattere armati di quei fucili con cui la Monarchia suole far combattere i militari italiani (p.38).

È proprio vero le parole che descrivono la storia non cambiano nel tempo, esprimono condizioni difficili come accade alla banda di Bologna che non sempre intrattiene rapporti idilliaci con le istituzioni comunali (p.8). Nonostante gli scontri e i rapporti difficili con le istituzioni però parliamo di luoghi in cui la cultura e l’arte fanno vivere il territorio. Esistono infatti posti in cui questo fermento non è presente e la musica si deve necessariamente trasportare (p.22).

I momenti difficili non mancano mai e trasportare musica è un aspetto creativo, ma ne esistono altri che rappresentano passaggi difficili come il trasferimento della capitale da Torino a Roma (p.15).
Immergiamoci in altre acque... con guanti, cappellini, abiti di panno pesante e calze di lana (p.34) manca solo il parafulmine in testa! (p.19) Abiti certamente diversi da quelli indossati dalle odalische (p.40). Sembra tutto così bizzarro elaborato ma è attraverso questo che possiamo ridurre l’impatto sulla natura (p.31)... ma cos’è tutto questo se non il grande gioco della vita? (p.26)

Aprile-Settembre 2010 (Numero 16)

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