Scienze e TecnologiaL'eccentrica vedova Poitevin e i voli aerostatici bolognesi...

ma come non citare Francesco Zambeccari?

di Samuele Graziani

Si arriva quindi al gesuita Francesco Lana, che nel 1670 pubblica lo studio di una nave volante, sostenuta da quattro enormi sfere di rame private di aria, dotata di vele e remi per muoversi nella direzione desiderata, proprio come una vera nave. Rimane ovviamente solo una fantasia. E bisogna aspettare ancora un altro secolo abbondante, fino a quel famoso 4 giugno 1783 in cui i fratelli Montgolfier librano nell’aria la prima mongolfiera. Da lì a pochi mesi ci sarà il primo volo di una mongolfiera con a bordo un equipaggio umano a sorvolare Parigi. Poi a distanza di pochi giorni il primo volo umano a bordo di un aerostato gonfiato a idrogeno. E via in un susseguirsi di scoperte scientifiche, miglioramenti tecnologici, che nel giro di un secolo vedono il fiorire dell’aerostatica.
Curioso che i fratelli Montgolfier non avessero capito fino in fondo il principio alla base del volo, ma spiegassero la cosa con la presenza del particolare gas Montgolfier. Fu Alessandro Volta con i suoi studi a spiegare che la risposta era semplicemente l’applicazione del principio di Archimede.

23_vedova01Parlando di pionieri del volo è doveroso nominare Vincenzo Lunardi.
I palloni aerostatici sono sostanzialmente di due tipi. Ci sono le mongolfiere, palloni riempiti di aria riscaldata.
E ci sono i palloni a gas, riempiti di un gas più leggero dell’aria, quali elio e idrogeno.
Lunardi, appena appreso del volo dei fratelli Montgolfier, inizia a progettare un pallone a idrogeno.
È il segretario dell’ambasciatore del Regno di Napoli a Londra. Passa alla storia per aver compiuto il primo volo aerostatico sul suolo inglese. Parte da Londra e vola per due ore e 15 minuti.
Nel punto dove atterra, nell’Hertfordshire, è posto un cippo a imperitura memoria.

…ma come non citare Francesco Zambeccari?
Zambeccari costruisce il pallone con cui Lunardi compie la sua impresa. Tra i due c’è un breve sodalizio, una breve collaborazione, prematuramente terminata. Zambeccari è uno dei personaggi più importanti dell’aerostatica non solo italiana, con le sue importanti invenzioni. Figlio del senatore Giacomo, e padre tra gli altri di quel Tito Livio che sarà annoverato tra i patrioti del Risorgimento italiano, sarà l’inventore del pallone a doppia camera, con funzionamento misto idrogeno–aria calda, oggi conosciuto come pallone Rozier (dal nome dello sfortunato aviatore che, già realizzatore del citato primo volo umano del 1783 su Parigi, morì nel primo tentativo di attraversare la Manica utilizzando appunto un pallone a doppia camera).


Immagine nella pagina:
J. F. Rigaud, Il Capitano Vincenzo Lunardi, 1785

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Novembre 2013 (Numero 23)

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