Helena Petrovna Blavatsky

e la Società Teosofica

di Andrea Trentini

Liberamente tratto da: Helena Petrovna Blavatsky e la Società Teosofica di Paola Giovetti.

Helena Hahn, la futura Madame Blavatsky, vide la luce nel 1831 a Ekaterinoslav (attuale Dnipropetrovsk, Ucraina) la notte tra il 30 e il 31 luglio e, per le tradizioni popolari ucraine, chi nasce in quella notte possiede virtù speciali ed è chiamato a grandi cose.
Nata in una nobile famiglia di origine tedesca da tempo trasferita in Russia e imparentata con la più alta nobiltà zarista, la piccola Helena perse molto presto la madre. Il padre, il Colonnello Hahn, la affidò alle nutrici prima e poi ai nonni. Non fu una bambina facile, M.lle Helena Hahn: spesso ammalata, ribelle, collerica ed eccitabile.Coraggiosa e intraprendente, amante della natura e degli animali, era curiosa di tutto, leggeva ogni genere di libro. Era sonnambula, e di notte camminava per casa ad occhi chiusi, chiacchierando con personaggi che solo lei vedeva e sentiva.



Un giorno, quando Helena aveva diciassette anni, la sua governante la sfidò a trovare un uomo che la volesse sposare nonostante il suo carattere, neppure il vegliardo Generale Blavatsky, che lei aveva sempre deriso, l’avrebbe voluta in moglie. Tre giorni dopo lei lo spinse a chiedere la sua mano; poi, pentita, tentò di sganciarsi dalla promessa data così alla leggera. Ma ormai era troppo tardi. Dopo il matrimonio, quando capì che si era legata ad una persona che detestava e che secondo la legge l’avrebbe avuta in suo potere, fuggì e lasciò il marito per sempre. Temendo che il padre l’avrebbe riconsegnata al Generale Blavatsky, Helena riuscì a far perdere le sue tracce e così per dieci anni si diede a viaggi avventurosi in zone impervie della terra durante i quali conobbe i Maestri di saggezza e quegli insegnamenti occulti che dovevano segnare la sua vita futura. Durante la fuga rimase in contatto soltanto con il padre, che accettò la sua assenza e le assicurò l’aiuto economico di cui aveva bisogno.

A Costantinopoli ebbe la fortuna di incontrare la contessa Kiselev, una gentildonna russa che conosceva molto bene, e insieme a lei visitò la Grecia e l’Egitto. Fu in Egitto che Helena ricevette il primo insegnamento occulto da un Maestro Copto, un anziano mago e occultista che rivelò alla sua allieva i segreti del culto di Iside, la dea-madre dei Faraoni.
Nel 1851 Helena Blavatsky era a Parigi e successivamente a Londra, dove frequentò i gruppi spiritisti e i circoli rivoluzionari in cui circolavano le idee di Giuseppe Mazzini. Partì poi per gli Stati Uniti, dove visse coi i Pellerossa, coi Mormoni e con comunità nere partecipando alle cerimonie vudù.
Tornata a Londra incontrò il suo vero Maestro, quello che contribuì maggiormente alla sua formazione iniziatica. Quel personaggio faceva parte di una delegazione diplomatica del Nepal, e fu il più importante dei Fratelli Superiori con cui venne in contatto e che la investì degli incarichi esoterici da cui sorse poi il movimento teosofico.

Seguirono altri viaggi (Messico, Giappone ecc.) e infine quello più importante che la portò in India, Kashmir e Tibet, dove ebbe modo di osservare i miracoli dei lama dei monasteri buddisti.
Nel 1858 Helena Blavatsky era di nuovo in Europa e finalmente rientrò in Russia dalla quale mancava da dieci anni. Helena Blavatsky rimase in Russia alcuni anni durante i quali fece dimostrazione delle sue doti di chiaroveggenza, chiaroudienza, psicocinesi, che, comparse in lei spontaneamente fin da bambina, si erano ulteriormente sviluppate e potenziate, e soprattutto aveva imparato dai maghi, dagli sciamani e dai Maestri con i quali era venuta in contatto a farne un uso consapevole.


Immagine nella pagina:
Lorenzo Lotto, Amor sapiente, tarsia del 1524; reca il motto: Nosce te ipsum (Conosci te stesso)

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Ottobre-Dicembre 2008 (Numero 11)

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