Solferino e San Martino

Cronaca di una battaglia

di Augusto Battaglini

Il 23 giugno, perciò, l’armata imperiale aveva riattraversato in più punti il Mincio dirigendosi verso il nemico, con il quale contava di ingaggiare battaglia il giorno successivo, supponendo di trovarlo tra Carpendolo e Montichiari. Ma nel frattempo i franco-piemontesi avevano già passato il Chiese e si erano attestati più avanti di quanto ritenessero gli austriaci: il 1° Corpo d’Armata del maresciallo Baraguey D’Hilliers ad Esenta, diretto verso Solferino; il 2° Corpo del duca di Magenta, maresciallo Mac Mahon, a Castiglione delle Stiviere, verso San Cassiano e Cavriana; sempre a Castiglione, la Guardia Imperiale in riserva; il 4° Corpo del generale Niel a Carpendolo, verso Medole e Guidizzolo; il 3° Corpo del maresciallo Canrobert a Mezzane, con l’ordine di passare per Medole e Acquafredda, verso Castel Goffredo. L’Imperatore Napoleone III aveva il suo quartier generale a Montichiari. L’armata sarda composta da 4 divisioni (1^ Durando, 2^ Fanti, 3^ Mollard e 5^ Cucchiari) si trovava invece tra Lonato, Desenzano e Rivoltella, diretta verso Peschiera, Pozzolengo e Madonna della Scoperta.
Meinssonier Solferino particolare (Miniatura 219x164 px)
Lo stesso 23 giugno, nei pressi di Castel Venzago, si era verificata una scaramuccia tra reparti degli opposti schieramenti (il rapporto austriaco riferisce di due ufficiali persi, cinque soldati e nove cavalli), ma nessuno dei comandi vi aveva dato peso, convinti che il grosso dell’esercito nemico fosse ben più distante.
Dato il caldo canicolare di quei giorni, l’esercito franco-piemontese aveva ricevuto l’ordine di muoversi prima del sorgere del sole.

Alle 2 del mattino del 24 giugno l’armata alleata si mette in marcia, ma non in ordine di combattimento. I franco-piemontesi contano infatti di dirigersi verso il famigerato Quadrilatero, dove ritengono essersi rifugiato l’esercito nemico, preventivando tutt’al più di ingaggiare qualche isolato scontro con le retroguardie austriache.
Poco prima del levar del sole gli schieramenti si trovano praticamente l’uno contro l’altro, su un fronte di circa venti chilometri.

L’esercito imperiale è diviso in due armate: la prima, al comando del generale Wimpffen, il cui compito - unitamente alla divisone Jellacic proveniente da Mantova, che si sarebbe dovuta dirigere a Castel Goffredo - è quello di eseguire una manovra avvolgente da sud, verso Carpenedolo, si trova tra Medole (un distaccamento del 9° Corpo oltre ad una divisione di cavalleria), Rebecco (9° Corpo Scaffgotsche), Guidizzolo (3° Corpo Schwarzenberg), Castel Grimaldo (11° Corpo Wiegel, come riserva) e Volta Mantovana (2° Corpo Liechtenstein); mentre la seconda armata comandata dal generale Schlick, che doveva dirigersi verso Castiglione delle Stiviere e Lonato, occupa Pozzolengo e le alture di San Martino (8° Corpo Benedek e Brigata Reichlin del 6° corpo), Solferino (5° Corpo Stadion), Cavriana (1° Corpo Clam-Gallas) e Foresto (7° Corpo Zobel).


Immagine nella pagina:
J.-L.-E. Meissonier, Napoleone III alla battaglia di Solferino (particolare)

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Aprile-Settembre 2009 (Numero 13)

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La Rana Giornale umoristico popolare illustrato, 1 giugno 1866
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