Solferino e San Martino

Cronaca di una battaglia

di Augusto Battaglini

Yvon_Bataille_de_Solferino 1 (Miniatura 219x338 px)A Tezze, nei pressi di Cavriana, vi è una divisone di cavalleria di riserva. Gli avamposti austriaci della seconda armata sono a Casa Zapaglio, Contrada Mescolaro e Madonna della Scoperta, fino a Grole.
Per ironia della sorte, coloro che secondo i piani avrebbero dovuto sorprendere il nemico, cioè gli austriaci, sono i più sorpresi dagli avvenimenti.
L’allarme viene infatti dato ben prima che l’esercito imperiale si metta in movimento, tanto che non c’è nemmeno il tempo di distribuire il rancio mattutino. Questo il commento del Duca di Modena Francesco V, che si trova al seguito dell’Imperatore: Persino l’ordine a tutto l’esercito di non muoversi se non dopo l’ora del rancio di mattina, appoggiato sopra supposizioni erronee, riuscì estremamente pregiudizievole; giacché, attaccate le truppe prima del tempo, dovettero prendere le armi alla sprovvista e, non essendo munite di viveri portatili, ebbero a combattere tutta la giornata a digiuno, e quindi esposte ad essere facilmente spossate.

Il primo combattimento si verifica tra Castiglione delle Stiviere e Solferino, verso le 5, allorché i corpi dei marescialli Baraguey d’Hilliers e Mac Mahon incontrano gli austriaci. Più o meno contemporaneamente il generale Neil urta contro il nemico a Medole; più tardi divampano i combattimenti anche a Castel Goffredo, Guidizzolo e Rebecco. Quest’ultima località verrà conquistata e persa più volte. Più a nord l’armata sarda incontra un’accanita resistenza tra San Martino e Pozzolengo ed è costretta a retrocedere.

Verso le 12 si verifica l’episodio che deciderà le sorti della battaglia: Napoleone III intuisce che il perno dello schieramento nemico è a Solferino e qui concentra gli assalti del proprio esercito. Gli austriaci, che avevano commesso l’errore di non lasciare un adeguato corpo in riserva, non dispongono più di truppe fresche ed iniziano a perdere terreno. Napoleone III manda in campo la Guardia Imperiale e alle 14 i francesi, dopo ripetuti assalti costati gravi perdite, riescono finalmente a conquistare la collina, il cimitero ed il castello dentro le cui mura si erano asserragliati gli austriaci. Alle 15,30 sulla collina cessa il fuoco, ma i combattimenti proseguono attorno a Solferino. A San Cassiano è impegnato il generale Mc Mahon, Caronbert verso Medole e Niel a Guidizzolo.


Immagine nella pagina:
A. Yvon, Battaglia di Solferino (particolare)

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Aprile-Settembre 2009 (Numero 13)

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La Rana Giornale umoristico popolare illustrato, 1 giugno 1866
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