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Il 150° in Cittadella di Alessandria

di Alessia Branchi

Bandiera (Miniatura 219x574 px)I festeggiamenti del 150° che vedranno la città di Torino grande protagonista nel 2011 stanno fermentando in tutta Italia. Oltre all’istituzione del Comitato Interministeriale Italia 150 che si occuperà dell’organizzazione degli eventi per le celebrazioni e della pianificazione degli interventi infrastrutturali volti alla realizzazione e al completamento di opere di grande interesse culturale e scientifico, numerose sono le organizzazioni e gli enti sensibili a questo anniversario.

Il cuore dei festeggiamenti pulsa da Torino, che fu prima capitale italiana, in tutte le città che hanno conservato luoghi storici o sono state protagoniste di vicende risorgimentali.

L’occasione di questo importante anniversario offrirà un contenitore nazionale per valorizzare e ricordare pezzi della nostra Storia; il 150° ci permetterà di riportare in vita temi e valori troppo spesso dimenticati che furono sentiti dall’Italia di allora.

Trasportata da questa onda di festeggiamenti la nostra Associazione 8cento trova la sua giusta collocazione nell’ambito della Danza e della Cultura. Realizzando a Bologna ormai da quattordici anni il Gran Ballo dell’Unità d’Italia in collaborazione con il Museo Civico del Risorgimento e il Comune, chiamata dal Comune di Desenzano del Garda nel giugno 2009 ad animare con un Gran Ballo ottocentesco il 150° anniversario della Battaglia di San Martino e Solferino, è stata quest’anno contattata dal Comune di Alessandria per anticipare le celebrazioni del 150° con la realizzazione in Cittadella nel giugno 2010 del Gran Ballo dell’Unità d’Italia per cento danzatori. Ed ecco che uno dei più grandiosi monumenti europei nell’ambito della fortificazione e della difesa militare diventa protagonista.

Nata in seguito al Trattato della Lega di Alleanza stipulato nel 1703 in occasione del quale l’Imperatore d’Austria cedette al Duca di Savoia le province di Alessandria e Valenza come ricompensa per essersi schierato a suo fianco durante la guerra di successione di Spagna, la Cittadella fu costruita per chiare esigenze di sicurezza. A pianta esagonale, in muratura di mattoni, progettata dall’ingegnere militare Ignazio Bertola, la Cittadella rappresentava l’elemento centrale del sistema difensivo dello Stato sabaudo. Passata in mano francese, poi in quella austro-russa, fu definitivamente riannessa allo stato sabaudo con il crollo dell’Impero francese, e divenne importante teatro della storia nel 1821 in occasione dei moti insurrezionali quando in Cittadella fu innalzata per la prima volta il tricolore.

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Gennaio-Marzo 2010 (Numero 15)

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