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Maria Teresa Gozzadini

Storie di monti, di arti e di fette di lardo

di Chiara Albonico


Figlia di una moglie troppo giovane per il padre, una piccola e brillante donna veneta che a sua volta seppe circondarsi di letterati come Ippolito Pindemonte o Vincenzo Monti, Maria Teresa crebbe in un ambiente familiare nel quale sentiva parlare di letteratura, di politica e a bassa voce di patria, ma non di frivolezze.
Rimasta orfana di madre a 17 anni, le fu affidato il fratello, spesso cagionevole di salute, e di lì a poco tempo l’intera cura della casa, essendo il padre e lo zio poco propensi alle cure domestiche, spesso assenti e non di rado malati anche loro. In questa cura acquistò una posizione eccezionale; una tal quale emancipazione che rasentava quella accordata dalla abituale educazione alle signorine inglesi. Senza volerlo, Gozzadini ci fornisce un’altra immagine che la avvicina alle fanciulle inglesi: da buona camminatrice, amante delle montagne e delle salite (quante miglia percorre Elizabeth Bennet, la più instancabile camminatrice della letteratura inglese?) viene paragonata ad alcuni giovani che la andavano a trovare nella tenuta di Garagnago, in Valpolicella, e che per visitarla percorrevano chilometri non essendo slombati e infigardi come coloro che non girano per le città senza ricorrere ai fiacres, agli omnibus, ai tramways.
Amava la danza. Una delle sue più care amiche veronesi, Caterina Bon Brenzoni, la chiamava angiolo della danza e la invitava a non esagerare, visto che più di una volta si era messa a letto malata per l’intera giornata salvo poi alzarsi la sera per non perdere il ballo. Con alcune eccezioni, soprattutto in fatto di cavalieri: al casino filarmonico di Verona erano costretti ad ammettere gli ufficiali dell’esercito austriaco ai quali, senza eccezione, Nina rifiutava le danze così che quelli già da tempo in guarnigione a Verona si prendevan spasso, quando capitava qualche novellino, d’insinuargli d’andar a chiedere di ballare con Maria Teresa solo per il gusto di farsi beffe del novellino rifiutato.
Una zia di Maria Teresa, sorella del padre, si era sposata anni prima a Bologna con un Gozzadini.
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Gennaio-Marzo 2010 (Numero 15)

  • Editoriale
    di Gabriella Lupi
  • Il 150° in Cittadella di Alessandria
    di Alessia Branchi
  • Maria Teresa Gozzadini 
    di Chiara Albonico
  • Il Conte di Montetristo
    di Giuseppe Bergivaldi
  • ...Recital 
    di Cinzia Fiaschi
  • Bologna e l'Esposizione Universale del 1888
    di Samuele Graziani
  • O'Malommo
    di Andrea Olmo
  • Properzia de' Rossi 
    di Vera Fortunati - Irene Graziani estratto a cura di Gabriella Lupi
  • Donne in viaggio
    di Marinette Pendola
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