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Acconciature da ricordare

Acconciature femminili tra 1700 e 1800

di Antonella Tonelli

Le acconciature sono caratteristiche di un particolare periodo storico o di una zona geografica o di un popolo, tanto che può capitare guardando un’immagine e osservando il taglio dei capelli o la pettinatura di chi vi è raffigurato di collegarla immediatamente a uno di questi.

Nel Settecento, periodo ricco di fasti e sprechi, tutto doveva apparire e stupire fino a essere fonte di invidia. All’inizio del secolo, in prosecuzione di quello precedente, i capelli continuavano a essere acconciati con alte pettinature e scendevano sulle spalle solo due lunghe ciocche che, aiutate dalla cipria veneziana di Bortolo Lucadello data sul viso e morbidamente stesa fino ai capelli, donavano una particolare grazia alla persona. Anche gli ornamenti sui capelli non erano pesanti, unico vezzo un piccolo bouquet di fiori sulla parte sinistra della fronte. Come potete però immaginare, in questo secolo di eccessi non ci si poteva accontentare di una pettinatura simile e così tutta Europa fu ben felice di sposare la moda francese che portò acconciature per noi sicuramente assurde e alte in modo inimmaginabile, anche 50 cm. Ovviamente per sorreggere i capelli fino a quelle altezze vi erano delle vere e proprie impalcature fatte con materiali diversi tra i quali anche il filo di metallo e, proprio per proteggere le dame da un eventuale incidente, pare che a un professore universitario della città di Padova venne in mente di proporre uno speciale parafulmine.

Le curiosità in ogni caso non finiscono qui, perché queste acconciature ricche di ogni stranezza erano dei veri e propri teatrini in capo alle signore che immaginiamo avranno avuto un eccezionale portamento per reggere queste costruzioni con eleganza e naturalezza. Ma provate a pensare cosa poteva succedere sotto una tal copertura quando i lavaggi non erano certo quotidiani, solo in questo modo potrete capire che, per evitare insetti a spasso per il viso o svolazzanti in prossimità dei capelli, erano stati studiati dei piccoli contenitori contenenti sangue e miele che fungevano da attira-insetti e che venivano posizionati in cima a queste opere d’arte. Nonostante i tuppè avessero nomi strani e impegnativi, ci farà piacere sapere che in Italia vi era una certa moderazione.

L’immagine dell’acconciatura del Settecento spesso si associa alle parrucche e in effetti queste venivano indossate anche dalle donne e potevano essere con la semplice coda o con ricci, inoltre le signore per coprire i propri capelli avevano ripreso a portare le cuffie, ovviamente impreziosite da pizzi e nastri.

Con Napoleone dalle pettinature dell’epoca georgiana che avevano trovato come immagine di riferimento quella di Maria Antonietta, si passò di nuovo al gusto per il classico a ricordare l’antica era romana e greca e così si passò ad abiti con vita alta, appunto stile impero, e ad acconciature semplici con i capelli del proprio colore; molto gradito il castano. Anzi cambiare la tinta dei propri capelli significava essere donne volgari o addirittura prostitute.

Successivamente, nel periodo del regno inglese della regina Vittoria, le signore già sottoposte a diverse imposizioni da parte del galateo, cominciarono a sfogare le proprie frustrazioni aggiungendo agli abiti volant e pizzi e andando a rivisitare le acconciature. È così che ritornarono le tinture e questa volta non più dei fai da te, ma prodotte in modo commerciale. La scelta del biondo a questo punto era d’obbligo perché come poteva essere più angelica e soave una dama con pizzi e capelli chiari? Certo le pettinature erano molto elaborate, ma dovevano assolutamente mantenere una certa naturalezza, così le lunghe chiome (la principessa Sissi aveva i capelli lunghi fino alle caviglie) venivano lavorate da esperte mani in trecce o ciocche arrotolate su se stesse andando poi a formare uno chignon fermato con un’infinità di forcine; l’acconciatura era infine arricchita di fiori e fermagli.

Le donne sposate e le ragazze che avevano raggiunto il ventisettesimo compleanno senza essersi maritate e di conseguenza etichettate come zitelle, potevano raccogliere i capelli senza lasciare ricadere ricci liberi. Le domestiche invece, per ovvie ragioni di comodità e pulizia, tenevano i capelli raccolti e più corti delle dame borghesi.

Come detto le pettinature sono sempre state in continua evoluzione e così i primi chignon erano alquanto bassi e magari raccolti da una retina, ma poi cominciarono a essere puntati più in alto dove venivano anche indossati frivoli cappellini.

Le ragazze portavano capelli acconciati che dovevano ricadere sulle spalle il più naturalmente possibile, il che doveva dare loro un’aria pura e virginale. Così era di moda intorno al 1840 e questa acconciatura prendeva il nome di Barely Curls o Sugar Curls (curls = riccioli), in fondo ricordiamo che i riccioli fino ad allora erano stati appannaggio dei bambini e quindi l’associazione alla dolcezza e alla purezza era certamente naturale.

Un problema poteva essere rappresentato dai boccoli, perché non tutti nascono con questa ricchezza, così vennero studiate e messe a punto tecniche diverse, anzi la rivista americana, che aveva anche un’uscita speciale in Inghilterra, Harper’s Bazaar, ogni mese dava consigli e suggerimenti per acconciarsi al meglio e secondo la moda. C’è chi si faceva trecce strettissime per tenere i capelli in piega o chi utilizzava i famosi diavolini, che non erano altro che strisce di stoffa sulle quali venivano arrotolate le ciocche di capelli, come si fa ora con i bigodini, e dopo la posa notturna ecco che al mattino le ragazze potevano sfoggiare deliziosi riccioli.

È proprio a seguito di questa necessità che nel 1872 fu inventato il ferro per arricciarsi i capelli che funzionava proprio come quello che ancora oggi usiamo: in sostanza i boccoli si formano tenendo le ciocche attorcigliate su di un cilindro di ferro riscaldato.

Proseguendo nella storia, i folti boccoli cadenti sulle spalle furono ridotti mano a mano fino ad arrivare nuovamente a due soli ricci e anzi, verso il 1880, anche le giovani finalmente poterono trattenere i loro capelli senza lasciarli nemmeno in parte ricadere sul collo o sulle spalle ed evitando almeno in questo la divisione tra signorine, signore… e zitelle.

Aprile-Settembre 2010 (Numero 16)

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