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Indemoniate

di Andrea Trentini

Liberamente tratto da Le indemoniate di Verzegnis, a sua volta tratto da un misterioso caso realmente accaduto e che è stato oggetto di studi anche recenti e di tesi di laurea.

Goya (Miniatura 504x546 px)Nel 1878 la Carnia era passata da pochi anni sotto la corona dei Savoia. Le persone più anziane avevano visto più volte il corso della storia lambire quelle terre. Avevano visto passare gli armati francesi del generale André Masséna. Avevano poi visto salire le insegne dell’impero austriaco, quindi sventolare di nuovo le bandiere francesi di Bonaparte e dopo ancora l’Austria con il Lombardo-Veneto. Ora, con la nuova corona, non si erano risolti i problemi di un’atavica povertà ma al contrario spuntavano continuamente nuove tasse e i giovani dovevano svolgere il servizio militare. Il paese di Verzegnis era un complesso di borghi e soffriva delle dislocazioni dei servizi che costringevano i valligiani a lunghi spostamenti per raggiungere la chiesa o il cimitero o ancora la sede del comune ed erano in corso richieste di cambiamenti.

Fu nel gennaio di quell’anno pervaso da un nervosismo generalizzato che una notte Maria, una giovane donna del paese, si svegliò con un disturbo al basso ventre. Ben presto si accorse che non se ne sarebbe liberata come al solito con una corsa in bagno perché questa presenza cresceva e attecchiva dentro di lei, poi si sentì attraversare da un brivido gelato, quindi si contorse e si inarcò in modo innaturale, e rovesciò gli occhi mentre in un digrignare di denti le usciva dalla bocca una grigiastra nuvoletta puzzolente. Un urlo straziante, animalesco, svegliò i famigliari che, accorsi, rimasero impietriti dall’orribile spettacolo.

Già nell’estate dell’anno precedente si era verificato un fatto insolito. Una tempesta di inusuale potenza si era abbattuta sulla zona procurando danni tali da costringere molti ad abbandonare la terra natia in cerca di fortuna e lasciando un velo di mestizia e malagrazia sui borghi di Verzegnis. La disgrazia era stata di tale entità che la notizia aveva varcato i confini della Carnia e la Curia di Udine aveva pensato bene di mandare un predicatore per alleviare almeno gli affanni spirituali, con il risultato di confondere le menti e le coscienze. Si cominciò a parlare di brutti sogni e di vacche trovate orrendamente sgozzate. Pareva che si stesse preparando l’ambiente adatto a ospitare la presenza di terribili demoni.


Immagine nella pagina:
F. Goya, Il grande Caprone (particolare), 1797-1798

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Maggio 2011 (Numero 18)

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