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Come rubare cento milioni di franchi e vivere felici

Ovvero la Grande Thérèse e l'Affaire Crawford

di Andrea Olmo

28 (Miniatura 219x240 px)La ragazza fece sapere di essere venuta in possesso di una immensa fortuna ereditata da un eccentrico miliardario americano, tale Robert H. Crawford, di cui Thérèse sarebbe stata nientemeno che la figlia naturale. I documenti relativi all’eredità erano al sicuro in una cassaforte, sigillata da un magistrato provinciale e già in possesso della ragazza. Purtroppo, per poter aprire il forziere ed incassare l’incredibile fortuna, Thérèse avrebbe dovuto prima risolvere un importante problema legale: esistevano infatti due testamenti redatti da Crawford, guarda caso nello stesso giorno. In uno veniva indicata come beneficiaria Thérèse, nell’altro i nipoti americani del miliardario, i fratelli Henry e Robert Crawford. Per la verità Thérèse era riuscita a concludere un accordo con i due, in base al quale lei si sarebbe aggiudicata l’eredità, i due americani avrebbero ricevuto una congrua compensazione e Robert, il più giovane dei fratelli, avrebbe sposato Marie, la sorella minore di Thérèse.

I fratelli Crawford si recarono quindi in Francia, ma disgustati dalla pessima accoglienza ricevuta da Thérèse avevano deciso di rompere l’accordo e fare causa alla ragazza francese, ripartendo subito per l’America e nominando loro legale un avvocato di Le Havre. Inutile dire che l’opinione pubblica si appassionò subito al caso: Thérèse appariva senza dubbio come la legittima erede, mentre i due Crawford erano i soliti ricchi americani arroganti che volevano arraffare soldi, di cui tra l’altro non avevano nemmeno bisogno. Inoltre Thérèse era francese e nuora di un Ministro della République e quindi, per i sempre molto sciovinisti transalpini, bene aveva fatto a rispedire i due stranieri a casa loro sul primo piroscafo!

Peccato però che i fratelli Crawford non fossero mai saliti su nessuna nave, ma fossero ripartiti da Le Havre su di un banale treno diretti ad Aussonne: i due altri non erano infatti che Emile e Romain Daurignac, fratelli di Thérèse. I fratelli Crawford quindi non esistevano, così come non esisteva un miliardario americano con quel nome, e men che meno esisteva una sua cospicua eredità: tutta la storia era un ingegnoso parto della brillantissima intelligenza di Thérèse Humbert!

La geniale francese iniziò quindi a raccogliere i frutti di questa elaboratissima truffa, chiedendo prestiti cospicui sulla garanzia della presunta eredità. Ben presto finanzieri, industriali, banche, si gettarono sull’apparentemente favorevole affare, offrendo crediti, spesso a tassi usurari, ai coniugi Humbert, sicuri che una volta risolta la causa legale avrebbero guadagnato somme enormi. In men che non si dica il tenore di vita di Thérèse e Frédéric cambiò completamente: acquistarono un palazzo in Avenue de la Grande Armée, in pieno centro di Parigi, ed un castello in campagna, e Thérèse iniziò a tenere un salotto che ben presto divenne uno dei più alla moda della città. Non solo, l’abilissima ragazza riuscì anche ad organizzare una società finanziaria, la Rente Viagère de Paris, grazie alla quale investiva in borsa parte dei soldi truffati, ottenendo così ulteriori guadagni con i quali restituiva parte dei debiti contratti. In questo modo Thérèse finiva per essere ritenuta ancora più affidabile dai suoi creditori, e questo le permetteva di richiedere loro prestiti via via sempre più consistenti. Gli Humbert inoltre acquistarono un giornale di orientamento politico radicale, grazie al cui appoggio Frédéric riuscì a farsi agevolmente eleggere deputato!

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Maggio 2011 (Numero 18)

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