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Il salotto di Nonna SperanzaIl Salotto di Nonna Speranza

di Marinette Pendola

A partire da questo numero, inizia una serie di interventi sul galateo della danza. I brani sono tratti da manuali francesi che, nell’Ottocento, erano considerati come la massima espressione di decoro e buona educazione, al punto da essere diffusi in tutta Europa. Alcune di queste regole potranno farci sorridere, altre sono ancora attualissime e possono aiutarci, in qualche circostanza, ad assumere un comportamento decoroso. Tutte sottostanno ad una regola assoluta: l’attenzione per gli altri, che si manifesta con una particolare delicatezza nei modi e nei gesti.
Una lettura storica di questi brani ci mette in condizione di cogliere l’evoluzione dei modi di essere e delle mentalità dall’inizio dell’Ottocento fino a noi che ne interpretiamo la tradizione. Il brano presente in questo numero è tratto dal famosissimo Manuel des Dames pubblicato a Parigi nel 1833 da Madame Celnart, (pseudonimo di Elisabeth Félicie Bayle-Mouillard – 1796-1865), autrice prolifica di manuali diffusissimi. Un riferimento alle nonne che ballano il minuetto ci permette di cogliere lo stacco generazionale che si manifesta anche con nuovi modi di essere - come il ritegno, il timore di mostrare parti del corpo - e che chiude definitivamente con la disinvoltura del secolo precedente. Si pone una particolare attenzione al valzer, ballo di moda. Ma soprattutto fa la sua comparsa un oggetto nuovo, il carnet, che l’autrice non sa come meglio definire dato che non possiede ancora un nome ben codificato. Anche la sua descrizione collocata in nota nel testo esprime bene il ruolo ancora marginale di questo accessorio che non si sa bene come indossare.
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Ottobre-Dicembre 2005 (Numero 2)

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