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Scienze e TecnologiaFiammiferi

di Samuele Graziani

Piccola lezione di chimica. Una reazione è un processo chimico in cui due o più sostanze interagiscono, trasformandosi in sostanze con composizione molecolare diversa da quella di partenza. Tra le tante reazioni esiste la combustione.

La combustione è una reazione chimica che comporta l’ossidazione di un combustibile da parte di un comburente con sviluppo di calore.

Le sostanze combustibili hanno come costituenti fondamentali il Carbonio, l'Idrogeno, lo Zolfo. Il comburente funge da ossidante e da catalizzatore e normalmente è lo stesso

Ossigeno presente nell’aria.

Dire che la combustione e il fuoco siano elementi di fondamentale importanza per l’uomo è una banalità. Dire che la parte più importante del fuoco è poterlo controllare è una banalità altrettanto grande. Eppure la scoperta, ma soprattutto il controllo, del fuoco sono considerati una delle pietre miliari nell’evoluzione dell’uomo. Siamo tra il milione e i 500 mila anni fa, c’era l’homo erectus. E senza divagare nella storia del fuoco e come lo si produce, aggiungiamo l’ultima banalità all’articolo (non c’è due senza tre) dicendo che questi ragionamenti oggi, nel ventunesimo secolo, fanno un po’ ridere, visto che il controllo del fuoco è un dato di fatto in tutte le società sviluppate.

Ma non è sempre stato così e, anzi, se vogliamo prendere come esempio quelli che sono i generatori di fuoco per antonomasia – i fiammiferi – non andremo molto indietro nel tempo… giusto un paio di secoli, per arrivare nel nostro amato Ottocento.

Dal latino flammiferu(m), che porta/produce fiamma, composto da flamma ‘fiamma’ e ferre ‘portare’; un fiammifero è un modo semplice e pratico di produrre il fuoco in circostanze controllate ed a richiesta.

Normalmente è un bastoncino di legno, di cartone o di carta cerata arrotolata, con una estremità detta capocchia ricoperta di una sostanza infiammabile che si accende per sfregamento su una opportuna superficie. Il fiammifero così come lo conosciamo noi risale ai primi anni del Novecento, ma la sua invenzione in una forma molto simile, da farlo definire fiammifero moderno, risale al 1827. Ed è su questa invenzione che ci vogliamo concentrare, anche perché, come spesso accade, è avvenuta per caso.

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Gennaio-Marzo 2006 (Numero 3)

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