Quando il gioco si fa serio: il Kriegsspiel

di Lorenzo Nannetti

Visita perfino San Pietroburgo, dove col permesso del re di Prussia e su invito del futuro Zar Nicola I mostra il gioco agli alti ufficiali russi. Sembra fatta: quando la prestigiosa posizione di capitano nell’artiglieria della Guardia diventa disponibile, pensa che sia destinata a lui: era l’ovvia e naturale promozione per il giovane ufficiale, il primo passo di molti. Ma così non è. Von Reiswitz viene sì promosso a Capitano, ma non nella Guardia (dove pure aveva prestato servizio fino ad allora).

Kriegsspiel Inglese (Miniatura 218x167 px)Viene invece trasferito a un’altra unità di artiglieria, presso la periferica fortezza di Torgau. Era un’unità di basso prestigio, lontano dalla Corte e da ogni prospettiva di successo futuro. A Reiswitz sembra un’ingiusta e un’inspiegabile bocciatura. Deluso per il trattamento ricevuto e di fatto esiliato lontano da Berlino e dai suoi vecchi compagni, cade in una profonda depressione: Dannhauer, che lo rivide tempo dopo, lo descrive come pieno di risentimento e mai sorridente. Infine, il 1° Settembre 1827, durante una licenza a Breslau, von Reiswitz si suicida con un colpo di pistola.

Cosa era successo? Difficile dare una risposta certa, ma gli storici concordano su un paio di punti. Se da un lato il Kriegsspiel era stato fortemente apprezzato da personaggi chiave della Corte e delle Forze Armate, dall’altro altri membri degli stessi ambienti iniziavano a provare invidia e risentimento per quel giovane ufficiale che aveva il favore di così importanti personaggi e che, tra l’altro, pretendeva di giudicare le loro scelte e capacità militari durante le partite.

Dannhauer stesso del resto affermò più tardi che von Reiswitz era deciso e schietto quando arbitrava, a volte quasi sprezzante. Se da un lato questo rendeva le esercitazioni scorrevoli ed efficaci, dall’altro poteva facilmente indispettire ufficiali che erano spesso anche nobili di ben più alto rango. Iniziarono a spargersi anche commenti circa i problemi di disciplina che il gioco avrebbe creato nei giovani ufficiali: se, come richiesto dallo Stato Maggiore, dovevano esercitarsi con il Kriegsspiel a guidare divisioni e corpi d’armata, non avrebbero poi rifiutato i più sobri compiti giornalieri a loro normalmente affidati?


Immagine nella pagina:
Versione inglese del Kriegsspiel prodotta tra il 1887 e il 1894

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Maggio 2017 (Numero 27)

Vignetta tratta dal giornale satirico La Rana, n. 19
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