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Il nostro tricolore

molto più di una bandiera

di Otello Sangiorgi

Sarà anche vero che, come dice una nota canzone del Risorgimento, La bandiera dei tre colori è sempre stata la più bella, tuttavia anche il nostro tricolore non è stato sempre uguale a se stesso.

Tricolore 1 (Miniatura 219x245 px)Come è noto, l’uso del tricolore verde bianco e rosso come simbolo di uno Stato sovrano venne sancito a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni. Secondo autorevoli ricerche, il primo tricolore era a bande orizzontali, ma sia la Repubblica Cispadana - che fu la prima ad adottarlo - sia la Repubblica Cisalpina usarono indifferentemente bandiere e stendardi a bande sia orizzontali che verticali, comunque tutte di uguali dimensioni.

Al di là di queste varianti, la vera novità era costituita dal fatto che si trattava di una bandiera nazionale: a differenza dei precedenti vessilli che al massimo esprimevano un’appartenenza militare o una fedeltà alla dinastia, la bandiera moderna costituiva il segno esteriore di un intero popolo riunito in società politica. Per questo essa ebbe un ruolo fondamentale nel processo di sacralizzazione della patria che, a partire dalla Rivoluzione Francese, proseguì e si rafforzò nel corso dei due secoli successivi, a tal punto da diventare essa stessa qualcosa di sacro. Come ebbe a scrivere in pieno Ottocento Massimo d’Azeglio È bene che la nuova generazione s’imprima profondamente nell’animo il rispetto, il culto, l’idolatria e, se si vuole, le superstizioni della propria bandiera… La bandiera rappresenta la patria, la libertà, l’indipendenza, la dignità, l’onore di ventidue milioni di cittadini… per questo non si abbassa, non si abbandonerà mai, e piuttosto si muore. Questo devono imprimersi nell’animo i giovani, e farsene una seconda natura.

Da questo punto di vista, è significativo osservare che non solo le bandiere, ma anche alcuni tipi di uniforme del periodo erano verdi, bianche e rosse, come ad esempio l’uniforme della Guardia Nazionale della Repubblica Cisalpina conservata presso il Museo del Risorgimento di Bologna (1797 ca.). La Guardia Nazionale si fondava sul principio che lo status di cittadino comporta, insieme a inalienabili diritti, anche fondamentali doveri, tra i quali quello di difendere la propria patria. Nel momento in cui si arruolava nella Guardia Nazionale e ne indossava l’uniforme, rivestendosi dei colori nazionali, il cittadino compiva così un atto di grande valenza simbolica, arrivando in un certo modo ad identificarsi con la nazione: se nello Stato assoluto il Re poteva permettersi il lusso di dire lo Stato sono io, allo stesso modo, in un certo senso, il cittadino cisalpino poteva affermare la Nazione sono io.

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Maggio 2021 (n° 31)

M. Rignanese, L’imperatore, il sindaco e la guerriera, 2021
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