Login

Iscriviti a Jourdeló

Il rito inglese del tè

di Delia Lenzi

È sempre l’ora del tè dice il Cappellaio Matto ad Alice nel Paese delle Meraviglie, ma come è nato questo rito tipicamente inglese è una storia piena di curiosità.

Anna_Maria,_Duchessa di Bedford (Miniatura 395x492 px)Il tè venne introdotto in Inghilterra da una principessa portoghese, Caterina di Braganza, che nel 1652 sposò il giovane Carlo II d’Inghilterra. Anche Carlo, cresciuto in esilio in Olanda, conosceva e apprezzava il tè e così la bevanda divenne di moda a corte, rimanendo però circoscritta ai ceti altolocati per il costo altissimo della materia prima. Il tè era infatti una esclusiva della Cina, che lo produceva e commercializzava insieme alle preziose e delicate porcellane con cui servirlo. Era così caro che spesso la servitù riutilizzava le foglie già usate per proprio consumo o addirittura le rivendeva a terzi. Nella prima metà dell’800 si sviluppò la coltura del tè indiano, di minor costo rispetto a quello cinese, contribuendo a diffonderne l’uso.

Nel corso dello stesso secolo, l’introduzione delle lampade a gas e, successivamente, dell’elettricità portò a ritardare l’orario della cena rispetto al pranzo e fu così che, intorno al 1840, Lady Anna, duchessa di Bedford (1783 – 1857), un pomeriggio estivo in cui avvertiva un certo languorino, si fece servire nelle sue stanze un corroborante tè accompagnato da qualche stuzzichino. L’esperienza fu così piacevole che pensò di ripeterla in compagnia di alcune amiche, divenendo quasi un appuntamento fisso.

1865 teatime in famiglia (Miniatura 219x224 px)Lady Anna era anche dama di compagnia della Regina Victoria, con la quale condivideva la passione per il tè, una passione sicuramente molto amata (nei diari della Regina il tè è menzionato almeno 7.587 volte), anche se non esclusiva. La Regina apprezzava infatti molto anche il caffè ed il cioccolato (un uso mutuato dai parenti tedeschi, non ultimo il marito Albert), specialmente in compagnia di dolcetti vari, mentre dopo la vedovanza, ed in particolare negli ultimi anni, si vociferava che alla

lacrima di latte aggiungesse un po' di whisky (i più maligni sussurravano un po’ più di un po’...).

Si può facilmente supporre che anche Victoria abbia voluto arricchire il suo tè quotidiano, non solo in termini estetici, amava molto i servizi da te, bensì con l’accompagnamento di torte e altre leccornie salate e dolci al punto che, intorno al 1860, il tè così arricchito divenne un elemento base dei garden parties della Regina, consuetudine tuttora in uso. La pausa per il tè divenne anche un momento di socialità tipicamente, ma non esclusivamente, femminile. Fu inoltre importante per l’emancipazione della donna, perché le prime sale da tè dedicate a questo piacevole momento vennero perlopiù aperte e dirette da donne, e non a caso, alcuni decenni dopo, fu proprio in alcune di queste sale che si tennero i primi incontri del futuro movimento delle Suffragette.


Immagini nella pagina:
Ritratto di Anna Maria Stanhope (Lady Anna), Duchessa di Bedford, 1820 ca.
Tea time in famiglia, 1865 (Getty Images).

Pagina:
Precedente 1 | 2 | 3 Successiva
© 2005 - 2021 Jourdelo.it - Rivista storico culturale di 8cento
Registrazione Tribunale di Bologna n. 7549 del 13/05/2005 - Direttore Resp. Daniela Bottoni
🕑