24 febbraio 1530: quando Bologna fu “caput mundi”

di Delia Lenzi

Nel 1530 Bologna ospitò l’incoronazione a Imperatore del Sacro Romano Impero di Carlo V, l’Asburgo sul cui impero non tramontava mai il sole. Ma perché questa cerimonia, considerato che fra i tanti titoli di Carlo, Re di Spagna e delle Due Sicilie, delle Indie Occidentali (localizzate nel Centro e Sud America), Duca di Borgogna, Principe dei Paesi Bassi (Olanda, Belgio, Lussemburgo) e Arciduca d’Austria, vi era già quello di Imperatore dei Principati Germanici con una incoronazione avvenuta ad Aquisgrana nel 1520? E perché proprio a Bologna?

papa_Clemente_VII (Miniatura 219x264 px)Nei turbolenti anni della prima metà del 1500 Francesco I, re di Francia, per cercare di contrastare Carlo, i cui possedimenti lo accerchiavano, diede avvio ad una serie di guerre d’invasione/espansione nei territori italiani, raccogliendo il consenso di chi temeva il crescente strapotere di Carlo. Sconfitto infine Francesco I, Carlo V non volle o non fu in grado di fermare la discesa delle sue truppe mercenarie più temibili: i Lanzichenecchi che, capitanati dal luterano Georg von Frundsberg, nel 1527 presero d’assalto Roma, mettendola a ferro e fuoco per alcuni giorni e costringendo lo stesso papa Clemente VII a rifugiarsi a Castel Sant’Angelo.

La ferita ed il clamore per l’offesa recata alla Città Eterna e al Santo Padre furono tali che, quando si ricompose la situazione e si avviarono i colloqui di pacificazione, sfociati nell’incontro a Bologna dell’autunno del 1529, si prese la decisione che il Papa stesso incoronasse Carlo V Imperatore del Sacro Romano Impero, sancendo così il suo definitivo riconoscimento e che, dopo attente valutazioni dovute ai recenti e tristi ricordi, ciò avvenisse sempre a Bologna, città che poteva degnamente sostenere il ruolo che avrebbe dovuto avere Roma.

Fu quindi proposta la data del 24 febbraio 1530, giorno in cui Carlo avrebbe compiuto 30 anni e reputato fortunato dai suoi consiglieri (perché va bene la fede… ma un po' di scaramanzia ancora permaneva negli animi), e si provvide quindi ad organizzare il cerimoniale ed il ricevimento di quanti, da tutti i possedimenti del nuovo Cesare e da altri Stati, avrebbero partecipato a questo evento epocale.

Il Papa entrò in città il 24 ottobre 1529 da Porta Maggiore (attuale Porta Mazzini) con numeroso seguito ed in osservanza all’etichetta che richiedeva giungere per primo il più importante, a cui sarebbe stato fatto omaggio dai successivi. Poi via via arrivarono Ambasciatori e Rappresentanti di Repubbliche e altri Stati oltre a Nobili Principi, Duchi, Conti, Marchesi e Baroni delle principali Signorie italiane e straniere, tutti ospitati, con i rispettivi ed ampi seguiti, dai Nobili e Senatori bolognesi nei loro palazzi.


Immagine nella pagina:
Sebastiano del Piombo, Ritratto di Papa Clemente VII, ca. 1531, Paul Getty Museum, Los Angeles

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