Francesco Riva: pittore bolognese alla corte d’Inghilterra

di Loris Rabiti

Questa relazione fu compilata da Francesco Riva nell’agosto del 1689 a Saint-Germain-en-Laye, dove risiedeva essendo rimasto, con la sua famiglia, nel suo ruolo di guardarobiere al servizio della regina. Il Riva scrive per fissare la memoria a orgoglio perenne della sua parentela, a cui lo scritto è indirizzato, per scusarsi dei lunghi silenzi a cui fu costretto per la segretezza dei suoi incarichi. Il documento è redatto con i crismi dell’ufficialità, recando alla fine lo spazio per l’autentica del Segretario della Regina Gio: Carell.

Fotografia dei documenti citati nell’articolo (Miniatura 219x292 px)Dopo la lunga dedica ai suoi parenti, Francesco Riva inizia a narrare i fatti, a partire dalla convocazione che ebbe nelle stanze del re, insieme al conte di Lauzun, per discutere di strategia. Il suo ruolo a corte lo metteva in condizione di grande dimestichezza e conoscenza personale di tutte le maestranze, sapeva organizzare gli spostamenti della regina e le battute di caccia del re, riconosciuto in questo ruolo avrebbe potuto agire senza destare sospetti. Nel corso della riunione segreta notturna avanzò la sua strategia, che venne accolta:

Al che prontamente obedii, su le undici hore della notte, nel qual tempo entrato con il C. di Lauzun trovai il Rè solo, e quivi si proposero molti partiti, e diverse maniere per intraprendere questo passaggio: mà trà gli altri io proposi il seguente concorde ad altri sentimenti della M. S. cioè che sarebbe forsi stato bene sortire la notte dal Giardino privato, alla porta del quale, vi sarebbe stata una carozza, che Io avessi proveduta, con la quale si poteva andare in Hosferry (porto d’un Tamigi), e la vi sarebbero stati Barcaruoli per indi passare la Riviera à Lamberth (chiesa principale del Arcivescovado di Canturberry) ove era necessario apostare una carozza à sei, ed altre distribuite per il camino e passarsene a Douvre, et ivi poi pigliare legno. Con la sua gran bontà solita gradì la M. S. il partito, onde non si fece altro discoro ne altra cosa nell’istessa domenica. Nella mattina del lunedi hebbi occasione di vedere il Rè diverse volte, quale in una specialmente mi disse che era sentimento della Regina che il P. confessore et una sua dama in specie fossero consapevole del segreto in ordine al passaggio, al che soggiunsi che v’era il modo di far passare ancora altri suoi famigliari quando le M. M. loro havessero comandato.


Immagine nella pagina: Fotografia dei documenti citati nell’articolo

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Maggio 2024 (n° 34)

E. Matania, Partenza da Napoli di 180 volontarii colla Principessa Belgioioso, in F. Bertolini, Storia del Risorgimento Italiano, Milano, Treves, 1899, colorata artificialmente.
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