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Valzer, il ballo che non tramonta

di Alessia Branchi

Nel corso dei secoli le danze hanno seguito le mode e le tradizioni della società lasciando via via il posto ai nuovi balli accompagnati da nuovi ritmi e nuove melodie. Pensiamo alle carole medievali che hanno lasciato il posto alle Bassedanze e ai Balli rinascimentali, che a loro volta hanno lasciato il posto ai minuetti settecenteschi, che hanno ceduto il posto alle Quadriglie ottocentesche. Ma esiste una danza che, dopo due secoli di appassionante storia, non ha ancora trovato il suo declino, il Valzer.

Senza passare in rassegna tutte le teorie sulle origini di questa danza (esistono miriadi di libri, saggi e articoli anche facilmente reperibili), mi accontento di offrire un brevissimo percorso storico testimoniato dalle fonti lasciate dai maestri di danza.

Si attribuisce al maestro Thomas Wilson la paternità del valzer. Nel suo manuale del 1816 il valzer è per la prima volta documentato; lo descrive come slow waltz, altro non è che il prototipo del valzer a sei tempi. Ma la sua testimonianza è preziosa, non tanto per il preciso dettaglio di come appoggiare i piedi durante il movimento del valzer, quanto per mostrarci, con una celebre stampa, il modo in cui veniva danzato il valzer. Definendo attitude le varie pose in cui la coppia può danzare, Wilson ci consegna una danza, delicata quanto rivoluzionaria, leggera quanto seducente, che offre ai danzatori l’occasione giusta per toccarsi, cingersi e girare durante le occasioni pubbliche.


Con il Congresso di Vienna si afferma quindi questo nuovo genere di danza, anzi la riunione dei capi di Stato dell’Europa a Vienna passa alla Storia proprio come Congresso danzante. Le cronache ci riportano che l'atmosfera nella quale si svolsero i suoi lavori, dal 1° novembre 1814 al 9 giugno 1815, fu mondana, quasi festosa, con carattere aristocratico e popolare al tempo stesso. Vienna si prepara all'evento trasformandosi in una bella città con palazzi ristrutturati, inaugurazioni di alberghi e locande, riparazioni di carrozze, nuovi luoghi di ritrovo, e molte sale per concerti e balli. Non è un caso infatti che il valzer ha il suo primo trionfo internazionale qui, e non è un caso che questa città dia i natali a Johann Strauss padre e ai suoi figli, che contribuiscono alla diffusione di questo genere ai livelli più alti di società sia come musica da ballo che come musica da concerto.


Immagine nella pagina:
Wilson’s Waltz figures, 1816, da A Description of the Correct Method of Waltzing
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