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A perentoria richiesta e desiderio di una larga maggioranza di questi Stati Uniti, io, Joshua Norton, un tempo cittadino di Algoa Bay, Capo di Buona Speranza, e oggi e per gli ultimi scorsi 9 anni e 10 mesi cittadino di San Francisco, California, dichiaro e proclamo me stesso Imperatore di questi Stati Uniti; e in virtù dell’autorità in tal modo acquisita, con la presente ordino ai rappresentati dei diversi Stati dell’Unione di riunirsi in assemblea presso il Music Hall di questa città, in data primo Febbraio prossimo venturo, e lì procedere alla modifica delle leggi esistenti dell’Unione al fine di correggere i mali sotto i quali questa nazione si trova ad operare, e in tal modo ripristinare la fiducia, sia in patria che all’estero, nell’esistenza della nostra stabilità e integrità. Norton I, imperatore degli Stati Uniti.
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Per il valore che assunse a livello nazionale e internazionale, la Spedizione dei Mille può considerarsi la maggiore delle imprese garibaldine. Essa ebbe un ruolo determinante nel processo che ha portato all’unificazione del nostro Paese.

La Spedizione intendeva liberare la Sicilia, l’intero Regno di Napoli e chiamare alle armi siciliani, calabresi e tutte le popolazioni del Mezzogiorno; voleva liberare Roma, l’Umbria, le Marche e aspirava a muovere, di concerto con l’esercito Sabaudo, alla liberazione di Venezia, di Trento e di Trieste, compiendo così l’Unità d’Italia.
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Nel mese di aprile del 1860 Bologna era in fermento per un faustissimo evento: la visita del Re, Vittorio Emanuele II. Per comprendere appieno l’eccitazione del popolo bolognese bisogna ricordare che non era trascorso nemmeno un anno da quel memorabile 12 giugno in cui la città aveva festeggiato la fine dell’occupazione austriaca e del governo pontificio, libera di intraprendere il proprio cammino verso l’unificazione dell’Italia.
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L'abito popolare a metà dell'800
Grazie alla diffusione dei giornali di moda è più facile trovare descrizioni della foggia degli abiti indossati dalla nobiltà o borghesia benestante, più difficile è invece risalire all’abbigliamento del resto della popolazione. Infatti era notevole la differenza fra le classi più agiate e quelle più popolari; le prime potevano abbigliarsi alla moda ed acquistare tessuti pregiati e di importazione, le seconde si rivolgevano ad un mercato di produzione locale come lino, canapa (coltura particolarmente presente nel bolognese) o lana, arrivando per le classi più povere ad una produzione interamente domestica tramite la filatura, tessitura, tintura e confezione.
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Nel Castello di Nymphenburg a Monaco di Baviera, tra i quadri appartenenti alla Galleria delle Bellezze, la collezione di ritratti delle più belle donne del tempo voluta da Re Ludwig I, c’è quello raffigurante una giovane donna inglese, realizzato nel 1831 dal pittore di corte Joseph Karl Stieler. Veste un elegante abito di raso nero decorato da un cordoncino oro. Ha lo sguardo rivolto all’insù, un po’ perso nel vuoto. I lunghi boccoli che le ricadono sulle tempie mettono in risalto il diadema che le orna la fronte.
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Nel corso dei secoli le danze hanno seguito le mode e le tradizioni della società lasciando via via il posto ai nuovi balli accompagnati da nuovi ritmi e nuove melodie. Pensiamo alle carole medievali che hanno lasciato il posto alle Bassedanze e ai Balli rinascimentali, che a loro volta hanno lasciato il posto ai minuetti settecenteschi, che hanno ceduto il posto alle Quadriglie ottocentesche. Ma esiste una danza che, dopo due secoli di appassionante storia, non ha ancora trovato il suo declino, il Valzer.
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Buon Anno a tutti! Buon 2020 e buon 1860! Già, perché per 8cento e Jourdelò il nuovo anno cui volgere lo sguardo per le prossime rievocazioni storiche e ricorrenze è proprio il 1860.
Ci siamo appena lasciati alle spalle il 1859, il cui evento clou per Bologna è stata la definitiva cacciata degli Austriaci e la fine del potere pontificio. Cosa ci riserverà il 1860? Cosa accadde 160 anni fa?
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L’abito da ballo nel periodo di Jane Austen
Sabato 7 dicembre l’Associazione JASIT, in collaborazione con 8cento, celebrerà - attraverso la danza - il compleanno di Jane Austen (1775 -1817), scrittrice inglese vissuta a cavallo tra due epoche.

In questo breve articolo si ripercorre la moda femminile da ballo di fine Settecento e inizio Ottocento, negli anni di gioventù della celebre scrittrice.
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Giacomo Leopardi compose la poesia nella primavera del 1819, ricorrono quindi duecento anni dalla nascita di questo sorprendente idillio. Jourdelò partecipa al ricordo con un articolo dedicato ai celebri versi.
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L’abito da ballo femminile nel periodo romantico-borghese (1836-1855)
Con questo contributo si dà inizio alla rubrica Il guardaroba dell’800, dedicata all'abbigliamento del XIX secolo. Sarà soprattutto una galleria di immagini, espressione di un periodo storico, di un genere e di una moda, per identificare le linee principali del vestire dell’epoca.
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