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Jane, una vita scandalosa

di Augusto Battaglini

Pur vestendo alla araba ed imparandone cultura e lingua, Jane non si convertirà mai all’islamismo. Si tingerà però i capelli di scuro, dato che i capelli chiari venivano considerati di cattivo auspicio.
Tornerà solo una volta in Inghilterra, nel 1856, per vedere i genitori, avvertendo una volta per tutte che quel mondo, divenuto ancor più puritano, proprio non fa per lei.
Nel 1860 a Damasco si verificano violenti scontri religiosi: il quartiere cristiano è dato alle fiamme e le chiese profanate.

Nel sobborgo di Midan, fuori dalle mura, i cristiani sono protetti dall’emiro sunnita di origine algerina, Abd el-Kader, in esilio nella capitale siriana, che ne salva circa 15.000 ospitandoli anche nella grande tenuta che possiede a nord. La stessa Jane, che abita fuori dalla città, è salvata dall’emiro.

Jane Digby muore a Damasco l’11 agosto 1881. Sepolta nel cimitero protestante, la sua bara viene calata nel sepolcro alla presenza di una guardia d’onore beduina e del suo cavallo preferito.
Il marito farà successivamente posare sulla tomba una lapide in pietra rosa di Palmira sulla quale lui stesso inciderà, in caratteri arabi beduini: Madame Digby el Mezrab.
Medjuel non si risposerà.


Immagine nella pagina:
C. Haag, Ritratto di Jane Digby a Palmira, 1859
Fine.
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