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LibriL'architettrice

Melania G. Mazzucco

a cura di Daniela Bottoni

L'architettrice (Miniatura 250x396 px) Tirar su una casa. Scegliere le tegole del tetto e il mattonato del pavimento. Immaginare facciate, logge, scale, prospettive, giardini. Per quanto ne sapevo, una donna non l’aveva mai fatto.

Pubblicato da Einaudi, 2019
Vincitore del Premio Stresa di Narrativa 2020

La curiosità suscitata in Melania Mazzucco dalla scoperta, in un documento d’archivio, dell’esistenza di un architetto donna, un’architettrice, vissuta nel ‘600, dà il via ad un appassionato e paziente lavoro di ricerca durato quasi vent’anni che ha portato alla nascita di questo splendido romanzo. Restituendo a quel nome di donna – Plautilla Briccia – una vita, una voce, una storia.

Plautilla Briccia nasce nel 1616 e percorre tutto il secolo senza mai lasciare Roma. Seguendo la sua vita il lettore è immerso nella Roma del ‘600, con tutte le sue contraddizioni. Tra ville e ricchi palazzi che si arricchivano di affreschi e decorazioni e quartieri miseri percorsi da vicoli maleodoranti, in un’età dell’oro delle scienze e delle arti, ma anche di grande precarietà esistenziale, di fasti e di intrighi, di violenze, ma anche di grande solidarietà.
Soprattutto l’affascinante Roma degli artisti è il mondo di Plautilla. Una Roma che ti concede la gloria e ti annienta con la stessa noncuranza con l’alternarsi di papi, cardinali protettori e cortigiani potenti. Il mondo delle botteghe, dei cantieri, delle committenze, delle rivalità accese tra artisti, di opere magnifiche e stupefacenti scenografie. Incontriamo grandi maestri quali Bernini, Borromini, Pietro da Cortona per citarne alcuni, ma anche artisti oscuri e lavoranti mal pagati. Percepiamo odori, colori e umori di questo mondo.

Plautilla nasce in un contesto modesto. Il padre, “nato” materassaio, innamorato dei libri e della cultura, autodidatta, è riuscito ad emanciparsi pur senza mai ottenere un vero e proprio riconoscimento. È un personaggio poliedrico, artista, matematico, scrittore inesauribile, compositore. Istruirà personalmente la figlia trascrivendo libri di testo, l’avvierà alla pittura e sarà una delle due figure determinanti nella sua vita insieme all’abate Elpidio Benedetti, uomo di fiducia del Cardinale Mazzarino. Dopo avere eseguito svariate committenze pittoriche ed essere stata ammessa all’Accademia di San Luca, sarà infatti grazie a Benedetti che Plautilla realizzerà il suo sogno di costruire, di diventare architettrice, la prima della storia moderna. Tra Plautilla ed Elpidio nascerà una relazione che non potrà mai uscire allo scoperto perché in quell’epoca le relazioni non potevano essere scelte. Villa Benedetta, villa di delizie sorta sul Colle del Gianicolo, una creazione barocca singolare e ardita da lui commissionata e da lei disegnata, progettata ed eseguita, sarà la loro figlia di pietra.

La storia è raccontata in prima persona da Plautilla con grande attenzione psicologica da parte dell’autrice, che ne svela sentimenti e emozioni. Le sue gioie e le sue amarezze, le sue soddisfazioni e le sue frustrazioni, i rapporti quotidiani con i familiari e gli amici e il vivo appassionarsi al cantiere in ogni suo aspetto (assaporavo una felicità materiale, concreta, quasi tangibile). L’interpretazione psicologica tiene conto dell’epoca in cui Plautilla è vissuta, così come la scrittura, che spesso si arricchisce di parole tratte da documenti coevi o dal linguaggio popolare, romanesco.

Le pagine “autobiografiche” di Plautilla sono intercalate da brevi Intermezzi, incursioni temporali in pieno Risorgimento. La storia di Villa Benedetta, in seguito soprannominata Il Vascello, si intreccia infatti con la caduta della Repubblica Romana nel luglio del 1849. Ultimo baluardo dei difensori della Repubblica, la villa sarà purtroppo distrutta dai cannoneggiamenti dei Francesi. Nelle pagine emozionanti degli Intermezzi vengono descritte, per bocca del giovane Leone Paladini, le concitate vicende sanguinose di quei giorni e lo spirito dei volontari che lottarono strenuamente tra quelle mura. Ritroviamo nomi cari e familiari a molti lettori di questa rivista.

L’architettrice è un romanzo straordinario e appassionante scritto in uno stile fluido e scorrevole. Imperdibile per chi ama il romanzo storico e il mondo dell’arte.

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Melania Gaia Mazzucco è nata a Roma. Dopo la laurea in Storia della Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea e gli studi presso il Centro Sperimentale di Cinematografia ha cominciato a scrivere per il cinema e a collaborare come redattrice con l’Enciclopedia Treccani. Al suo primo romanzo, Il bacio della medusa (1996), sono seguiti La camera di Baltus (1998), Lei così amata (2000), Vita (2003, Premio Strega), Un giorno perfetto (2005), da cui è stato tratto l’omonimo film di F. Ozpetek, Limbo (2012), vincitore di diversi premi, Il bassotto e la Regina (2012, Premio Frignano Ragazzi), Sei come sei (2013), Io sono con te (2016 Libro dell’anno di Fahrenheit, Radio 3). Di pittura ha scritto inoltre in La lunga attesa dell’angelo (2008, Premio Bagutta), dedicato al pittore Tintoretto, al quale ha dedicato inoltre una biografia e un docufilm e in Il museo del mondo (2014). Nel 2011 ha ricevuto il Premio letterario Viareggio-Tobino come Autore dell’Anno. Ha scritto, oltre che per il cinema, per il teatro e la radio e collabora con La Repubblica. I suoi romanzi sono tradotti in 27 paesi.
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