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Egittomanie d’Ottocento: Champollion dai re di Francia ai faraoni di Torino

di Martina Rignanese

Stele di Rosetta (Miniatura 219x256 px) Description_de_l´Egypte (Miniatura 300x418 px)A 11 anni conobbe il prefetto di Grenoble Joseph Fourier che, nell’impresa napoleonica a Giza, fu incaricato della pubblicazione della Description de l’Égypte.
Esattamente lui gli mostrò una preziosa collezione di manufatti e papiri che lo spinse, da adolescente, allo studio del copto al liceo di Grenoble.

Gli fu insegnante un ex monaco cristiano d’Egitto, Don Raphaël de Monachis, traduttore arabo di Napoleone. Esperienza suggestiva che lo portò, insofferente e sempre più egiziano, a farsi trasferire altrove dal buon Jacques-Joseph.

Per approfondire le lingue orientali entrò all’Università di Parigi dove fece scoperte, amicizie e conobbe veleni!
Gli studi con gli orientalisti rivali, l’impiego a soli venti anni da professore congiunto (e sottopagato) all’Università di Grenoble... in quel periodo non gli mancò nulla, neppure la bruciatura amorosa. La cognata Pauline Berriat lo respinse nel 1807 mentre la maritata Louise Deschamps, di cui fu amante per tre anni, si risposò con un altro nel 1811!
Per fortuna, nel 1810, erano accaduti altri prodigi.

Opening of Champollion p.1 (Miniatura 219x325 px)Fu l’anno in cui si procurò una copia della Stele di Rosetta, rinvenuta nel 1799.
Che emozione quando nel documento redatto in geroglifico, demotico e greco, ebbe la grande intuizione: l’isolamento dei cartigli di Tolomeo e Cleopatra! Rosine_and Zoraide Champollion (Miniatura 411x540 px)
Nel 1822 aveva redatto una griglia di decifrazione per giungere, quell’anno 1824, al primo volume scientifico Resoconto del sistema geroglifico degli antichi Egizi.

A Torino Jean-François trionfava, così, sulla fama poliedrica dello scienziato Thomas Young, altro grande agonista nella corsa alla decifrazione di Rosetta. Indubbiamente quel quacchero del Somerset aveva individuato diversi segni, senza afferrare, però, la precisa corrispondenza alfabetica tra il copto, ultima fase dell’egiziano, e il greco.

Mentre l’archeologo rimembrava superbo, tra i tesori drovettiani, si soffermò su una statua di famiglia... Si riempì di rammarico e tenerezza pensando alla sua Rosine Blanc in Francia che, dopo sette anni di matrimonio, gli aveva dato la piccola Zoraide.




Immagini nella pagina:
Description de L’Egypte, 1809-1829
Stele di Rosetta, 196 a.C., British Museum, Londra
Jean-François Champollion, Grammaire égyptienne, cap. I, pag. 9, Firmin-Didot Frères 1836
Ritratto di Rosine e Zoraide Champollion
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