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Egittomanie d’Ottocento: Champollion dai re di Francia ai faraoni di Torino

di Martina Rignanese

Vignette 1.2.3 (Miniatura 219x575 px)Una voce aspra interruppe fastidiosamente quell’adorata immagine.
L’archeologo francese sbuffò alla vista di un altro quacchero, anzi, di un altro sacerdote. Giulio Cordero di San Quintino, curatore dell’Accademia delle Scienze, gli stava sventolando un’irriverente epistola:

Torino, 22 dicembre 1824
Sire, Un vecchio proverbio egiziano dice: “Pietra che ruzzola non raccoglie muschio”. Ne ho fatto l’esperienza, triste e molto crudele. Quando su proposta di M. Drovetti, che mi vantava la cortesia e la civiltà dell’Europa, acconsentii a lasciare Tebe, la mia cara patria, per vedere i paesi dell’Occidente, dovetti (poiché il viaggio non poteva essere fatto in altro modo) accettare di essere messo in una nave in maniera molto scomoda e molto poco conveniente sia al mio rango sia al mio illustre casato. Una sola speranza addolciva la noia della traversata, quella degli onori che mi spettavano […]
Sethi II (Miniatura 218x389 px)Invece di condurmi in un palazzo suntuoso, ora che la temperatura di queste contrade diventa di un’asprezza per me finora sconosciuta, vengo lasciato in un cortile, esposto a tutti i rigori, nella solitudine più completa. Ed è questo soprattutto che mi decide a ricorrere finalmente alla giustizia e alla pietà di Vostra Maestà. Invece di proteggermi dalle ingiurie dell’aria dandomi un bel vestito giallo bordato di verde come a qualche mio collega e perfino a qualche gatto e altri animali che non si aspettano davvero attenzioni così delicate, mi coprono grossolanamente sotto mucchi di paglia. Mi spiccio a profittare del momento in cui questa ridicola copertura mi copra ancora solo fino al mento per aprire finalmente la bocca e lamentarmi altamente di una tale indegnità. Come! Il Faraone che ha conquistato la Battriana alla testa di 700.000 uomini, che elevò l’edificio più meraviglioso di Tebe, non sarà più ormai che un Re di paglia, o per esser precisi, un re impagliato? No, Sire, la Vostra Maestà non lo sopporterà. Ella conosce adesso la lunga serie dei miei triboli: mi appello alla sua equità. Devo essere trattato da Re. Questa parola dice tutto quello che mi aspetto. Domando anche, come riparazione indispensabile, che l’inventore del ridicolo costume che mi è affibbiato, sia lui stesso impagliato, per essere immediatamente deportato al Museo di Storia Naturale. Questa sarà giustizia.

Champollion stette per ridere: aveva scritto canzonette liberali contro Luigi XVIII durante l’esilio di Napoleone a Elba. Anche adesso lottava per una giusta causa: dare spazio espositivo alla statua monumentale di Sethi II. Ribatté a Cordero che era inaccettabile lasciare un faraone nel cortile esterno dell’Accademia.

Abbandonare un’opera d’arte alle intemperie coperta di sola paglia! Il direttore si inalberò: lui, illustre filologo e storico, deriso da un giacobino che osava rivolgersi al re Carlo Felice! Perché gli italiani lo adoravano? Vantava un curriculum criminoso! A Grenoble aveva dato rifugio ad un generale napoleonico e capitanato una rivolta armata contro i Borbone...
Era un barbaro pure nella filologia! Voleva spezzettare il papiro di diciotto metri del funzionario Iuefankh! Come lo si poteva trasferire incollandone i brandelli su dei cartoni?

Bisognava togliere a quel francese la chiave degli Archivi al più presto! Peccato che egli sarebbe rimasto in quei colombari di storia ancora per molto, decifrando importantissimi documenti come il Canone reale di Torino, la lista dinastica dei faraoni dalle origini delle Piramidi a Ramses il Grande.
Catalogare i reperti del Museo Egizio fu, dunque, arduo, ma si costruirono strade inimmaginabili per Menfi e Tebe oltre silenzi e oblio.


Immagini nella pagina:
Statua di Sethi II, XIX dinastia, Museo Egizio di Torino (foto di Martina Rignanese)
Vignetta tratta dal fumetto Champollion e i faraoni di Torino realizzato da Martina Rignanese per l'iniziativa social di Fumetti nei Musei


Fonti bibliografiche:
A. Fassone, E. Ferraris, Egitto in Scoprire le Civiltà, a cura di Ada Gabucci La biblioteca di Repubblica-L'Espresso, Roma 2007.
B. Faenza, Il segno immortale - la splendida storia dei geroglifici, Ponte delle Grazie, Bologna 2020.
C. Valenziano, Torino capitale d’Egitto, articolo del 1/3/1990 in La Repubblica.it
E. Bresciani, Letteratura e poesia dell’antico Egitto - cultura e società attraverso i testi, Einaudi, Torino 2007.
P. Bondielli, Museo Egizio: anche le statue parlano anzi...scrivono!, articolo del 12/02/2020 in mediterranoantico.it
Fine.
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