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Dante e il suo universo femminile

Recensione di “Le donne di Dante” di Marco Santagata

di Marta Lanzarotti

Copertina Le donne di Dante (Miniatura 219x311 px)Oggetto incantevole, bellissima opera questo libro Le donne di Dante di Marco Santagata, edito dal Mulino, ricco di immagini a colori e di storie.

Lo scrittore è un noto e importante italianista che unisce un’esposizione di totale rigore ad una capacità divulgativa molto chiara, con la grande padronanza di strumenti dello storico vero.
Questo lavoro raccoglie l’esperienza di tutti gli studi precedenti di Santagata sul grande Poeta. L’autore purtroppo è scomparso nel 2020, prima dell’uscita del libro, il suo è un indimenticabile saluto affacciato sul mondo femminile.

Non è un libro accademico rivolto a specialisti, è un bel libro didattico, ma interpella un pubblico più ampio del solito, con molte note inedite e un apparato iconografico straordinario che testimonia l’impatto potentissimo che il mondo dantesco ha avuto sull’immaginario collettivo e non solo in Italia. Nelle numerose illustrazioni del libro - incantevoli le italo-inglesi di Dante Gabriel Rossetti - Dante è riletto anche dal pennello preraffaellita, che ne ha dato un’interpretazione romantica, una lettura molto diversa da quella degli specialisti ma di grande successo.

Marco Santagata delinea una vera e propria biografia di Dante attraverso le presenze femminili, le donne di famiglia e dintorni, le donne amate, le dame, gentildonne e feudatarie. Il racconto delle donne di famiglia è un po’ una novità. Si inizia con la misteriosa donna padana, sposa di Cacciaguida, trisavolo di Dante, dalla quale deriva il nome degli Alighieri, e la madre Bella, figlia di Durante, una latenza nella vita del poeta, morta durante la sua infanzia.

Di queste donne si sa pochissimo e anche Santagata si arrende di fronte al silenzio documentario. Le novità più interessanti sono forse i ruoli che l’autore attribuisce alla sorella e alla moglie. La Donna pietosa di novella etate sarebbe Tana, sorella maggiore del Poeta, che si prende cura di lui, sofferente, nei difficili momenti delle sue crisi anche, probabilmente, epilettiche.

Dante incontra Beatrice (Miniatura 219x150 px)Gemma Donati, la moglie, ha un ruolo importante anche se scomodo. Matrimonio voluto dalle famiglie (la famiglia Donati aveva grande prestigio a Firenze), Gemma si ritrova sposata ad un esule e poi ad un condannato, sempre oscurata dal grande amore del marito per Beatrice. In quel tempo le mogli non erano cantate, ammirate dai poeti, questo ruolo toccava alle amanti, la poesia d’amore medievale è sempre adulterina.

Santagata, comunque, pensa che il rapporto tra Dante e la moglie sia stato solido e meno infelice di quanto comunemente si immagina, ebbero quattro figli, ed è possibile che sia stata amata dal Poeta. Gemma fu di fatto una buona moglie, lo sostenne sempre anche durante l’esilio, grazie anche alla potente famiglia che aveva alle spalle, avveduta e prudente mise in salvo alcune sue opere dopo la condanna a morte del Poeta, che non poté mai più ritornare a Firenze. Si rividero a Ravenna con i figli poco prima della morte di Dante.

In definitiva Dante ebbe probabilmente solidi rapporti con le donne della sua famiglia, ma il suo percorso di crescita continuò attraverso altre figure femminili, soprattutto attraverso Beatrice, che è l’anima, il simbolo e il filo conduttore di tutto il suo viaggio.


Immagini nella pagina:
Copertina di Le donne di Dante di Marco Santagata, Collana “Grandi Illustrati”, 2021, il Mulino, Bologna
Henry Holiday, Dante incontra Beatrice, 1883, Walker Art Gallery, Liverpool

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