LibriIl secondo piano

Ritanna Armeni

a cura di Daniela Bottoni

Immagine 2739 (Miniatura 218x323 px)Avvolti nei cappotti bagnati, oltre che nel loro smarrimento, gli ospiti si fecero scaldare dalle parole della madre. Nessuno aprì bocca ma la pena degli occhi si alleviò e si calmò il lieve tremito delle labbra dei più anziani.


Tutto si osa quando si ama Dio e il prossimo in Dio.


Pubblicato da Ponte alle Grazie, 2023


Ci sono vicende del passato che, seppure straordinarie, non sono state mai narrate, restando ai margini della storia ufficiale.

Ritanna Armeni ci cala nel mondo sconosciuto dei conventi, soprattutto femminili, che ospitarono e protessero gli ebrei perseguitati tra le proprie mura. Ne salvarono migliaia.


La vicenda si svolge a Roma, durante l’occupazione tedesca, tra l’autunno del 1943 e l’arrivo degli Alleati nel giugno del 1944. I fatti narrati sono veri, anche se ovviamente l’architettura del romanzo è opera dell’autrice.

In un giorno grigio e umido di ottobre, al convento delle Suore francescane della Misericordia di via Poggio Moiano, vicino alla Salaria, bussa una famiglia di ebrei scampata al rastrellamento del Ghetto del 16 ottobre 1943. Sono bagnati e impauriti. Madre Ignazia, la Superiora del convento, non esita ad accoglierli. Presto si aggiungerà un’altra famiglia e una coppia con una donna incinta. Ma la situazione, già altamente rischiosa per una possibile perquisizione da parte dei nazisti, diventa quasi surreale quando il comando tedesco decide di allestire un’infermeria al piano terra del convento, separata solo da una scala dalle stanze al secondo piano in cui gli ebrei si nascondono. In mezzo le suore, sette.


Una storia che parla di audacia e forza, carità sincera, paura,
ma anche gioia e creatività. Creatività perché le consorelle, nell’adottare la massima prudenza per proteggere i loro ospiti, debbono escogitare giorno dopo giorno nuovi espedienti, talvolta rocamboleschi, strategie e piccole astuzie sfidando le regole e addirittura… i comandamenti, ad esempio per riuscire a sfamare tutti in un momento in cui Roma è attanagliata dalla fame.


La narrazione si sviluppa su tre piani: la vicenda che si svolge nel convento, diciamo così la “piccola storia”, è intercalata da brevi brani in corsivo che raccontano gli eventi tragici e brutali che avvengono contemporaneamente nella capitale (la “grande storia”) e dalle pagine dei diari tenuti da madre Ignazia e dalla giovane novizia suor Lina, che rivelano il loro mondo interiore con riflessioni, sentimenti, timori.


La scrittura è sapiente e scorrevole. I personaggi ben connotati. Pagina dopo pagina si viene coinvolti emotivamente dal susseguirsi degli eventi e riesce difficile staccarsi dalla lettura. Inoltre sono rimasta colpita dalla grande capacità dell’autrice di rendere la profondità della fede e della spiritualità delle suore, pur non essendo credente. Un approccio il suo di grande rispetto e ammirazione. In un’intervista rilasciata a ilLibraio.it Ritanna Armeni ha dichiarato: “Nella Roma occupata dai nazisti, quella delle suore è stata una Resistenza a tutti gli effetti, condotta in silenzio e per amore delle persone.”

Una lettura appassionante e interessante, che consiglio.

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Ritanna Armeni
è giornalista e scrittrice. Ha lavorato a diverse testate giornalistiche, tra cui Il Manifesto e l’Unità, ed è stata per quattro anni conduttrice di Otto e mezzo insieme a Giuliano Ferrara. Ha pubblicato Di questo amore non si deve sapere (2015), vincitore del Premio Comisso, Una donna può tutto (2018), Mara. Una donna del Novecento (2020), vincitore del Premio Minerva, Per strada è la felicità (2021), tutti usciti per Ponte alle Grazie. Da alcuni anni collabora con Donne Chiesa Mondo, l’inserto femminile de L’Osservatore Romano, attività giornalistica che le ha offerto l’opportunità di conoscere il mondo delle suore.

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