Equinozio d'autunno - Seconda Parte

di Matteo Grigoli

Il Capitano, raccolte le lettere, si reca presso la caserma della Compagnia per esaminarle iniziando da quella indirizzata al padre. Ciò che legge lo sconvolge sempre più, lettera dopo lettera.

Parte 2_0 Lettere (Miniatura 341x341 px)"Padre,
non mi pento di ciò che ho fatto, il direttore era un nemico del popolo, come te e tutti i tuoi amici borghesi, meritava di finire la sua esistenza così, dimenandosi come un topo tra le mie mani. E questa sarà anche la fine della vostra casta".

Scoperto l'esecutore dell'omicidio il Capitano prende la lettera rivolta alla giovane donna.

“Amata Aurora,
nulla ha più senso senza te, ho combattuto per quella che pensavo fosse la nostra battaglia, ma tu hai finto in ogni istante il nostro amore. Hai preferito stare con chi ci condanna a questa misera esistenza piuttosto che al mio fianco. Ho ucciso per te e per le nostre idee. Ma senza te muoiono anche gli ideali. Addio.”

Ed infine prende quella indirizzata a lui...

“Esimio Capitano,
Lei rappresenta uno Stato che non riconosco, ma se devo andarmene porto con me più ratti borghesi che posso. Io, come l'anarchico Gaetano Bresci, diamo il nostro contributo alla lotta operaia contro questo stato capitalista e corrotto. I veri mandanti sono le stesse persone che vi pagano lo stipendio. Viva il popolo!”

Dopo un attimo il respiro torna normale e le parole del Capitano echeggiano come un tuono nella stanza silenziosa: "Arrestatela subito!" I suoi occhi, solitamente calmi e penetranti, si accendono di una rabbia furiosa.

La cameriera Aurora si irrigidisce come un marmo. Le lettere che il Capitano le ha appena mostrato tremano ancora nelle sue mani; sono la prova inconfutabile del suo tradimento e del suo coinvolgimento nell'omicidio del Conte Moselli. Non proferisce parola. I carabinieri la circondano, le stringono i ferri ai polsi e la conducono via dalla stanza.

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