Sono le tre e mezza del pomeriggio di martedì venticinque settembre, Bologna si stringe per l'ultimo saluto al Direttore della Banca del Monte. Per arrivare in chiesa il carro deve passare da Piazza Vittorio Emanuele II e sono molti i presenti visto il gran risalto dato dai giornali, un mare di volti commossi e curiosi.
La città è in lutto, avvolta in un'atmosfera di dolore e solennità. Le prime file sono occupate dalle massime autorità cittadine e dai volti noti dell'imprenditoria bolognese. Sono presenti i rappresentanti del Governo, i sindaci dei Comuni limitrofi, i presidenti delle corporazioni agrarie, industriali e commerciali. Anche tanta gente comune, spinta dal desiderio di rendere omaggio a un uomo che aveva rappresentato un punto di riferimento per l'economia locale. Il feretro, avvolto da un drappo tricolore, viene portato a spalle dai vigili urbani. Dietro di esso, in perfetta compostezza, sfila l'aristocrazia bolognese.
Un corteo silenzioso e imponente attraversa la piazza tra due ali di folla. Negli occhi dei presenti si legge un misto di cordoglio e ammirazione. Tutti i presenti sono stupiti dal contegno e dal dolore dei familiari, ma su questi sentimenti vincono di sicuro il prestigio e il potere che aleggiano su questi funerali. È un microcosmo di Bologna che si svela in tutta la sua complessità: la tradizione e il progresso, la ricchezza e la povertà, il dolore e la speranza. Al termine della cerimonia il feretro viene portato al cimitero della Certosa e la folla si disperde lentamente, lasciando la piazza vuota e silenziosa.
Il Capitano, in piedi tra la folla commossa, si sente improvvisamente spintonato. Un attimo di disorientamento, poi una mano furtiva gli infila un biglietto nella tasca del soprabito. Con mossa rapida e discreta la mano scompare tra la gente. Sorpreso, il Capitano si allontana dalla calca e apre il foglietto. Poche parole scritte a mano, ma dense di significato: "I bilanci della Banca Popolare non sono chiari e il Direttore della Banca del Monte lo sapeva".
(fine Seconda Parte - vai a Terza Parte)
Immagine nella pagina:
Cimitero della Certosa
Note:
Il racconto è un’opera di fantasia. Ogni riferimento a fatti e a persone e luoghi esistenti è puramente casuale.
La storica dimora Boschi-Rivani-Garagnani, a Casalecchio di Reno (Bologna), è una Casa Museo aperta al pubblico. Per informazioni visitare il sito https://www.museonena.it/.
Le foto scattate presso la Casa Museo Nena sono di Andrea Boccafogli
©8cento APS.