E questo perché? Soltanto per rimanere padrona della propria vita. Non voleva un marito che si arrogasse il diritto di decidere per lei, un pittore che le dicesse cosa dipingere, nemmeno un maestro che, per quanto geniale, la facesse sentire un’allieva per sempre. Era stata troppo presuntuosa? Aveva sopravvalutato il suo talento? Era stata egoista e ingrata? Non lo sapeva…
In queste parole del romanzo si coglie tutta la difficoltà di una donna che sceglie una vita diversa, in un mondo in cui ancora – e per quanto a lungo? - per la donna la via “onesta” era già segnata, senza scappatoie possibili. Dipingere? Avere una propria carriera? Carlotta sognava una vita che spesso per una donna è difficile ancora oggi, almeno in tante situazioni ed in tanti paesi del mondo. Figurarsi in quegli anni di Restaurazione, quando gli ideali rivoluzionari, per altro mai coniugati fino in fondo al femminile, se non da alcune poche donne “speciali”, erano ormai tramontati!
E Ilaria Chia descrive in modo partecipato, spesso drammatico e commovente, queste aspirazioni, queste difficoltà, i dolori e gli sconvolgimenti della vita di Carlotta, in un romanzo forse più “intimo” rispetto al primo, dove, a mio parere, le pagine dedicate all’ambiente che circondava e in cui era cresciuta e si era formata Carlotta hanno trovato più spazio.
In conclusione, sicuramente un romanzo interessante, che nella lettura fa sospirare e riflettere sulla sorte decisamente poco benevola che toccò a Carlotta Gargalli, una sorte che le assegnò una vita difficile, dura, complicata, dolorosa, ma sicuramente anche affascinante, vita che, grazie all’autrice di questi due romanzi, è finalmente parte anche delle nostre vite.
Immagine nella pagina:
C. Gargalli, Ritratto della famiglia de Bianchi, 1818 (di cui a p. 58 del romanzo)
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Ilaria Chia è giornalista e storica dell’arte. Laureata in Lettere Moderne all’Università di Bologna, ha conseguito il diploma di specialista in beni storico artistici. Giornalista pubblicista dal 2007, ha collaborato con diverse testate locali, soprattutto radiofoniche, occupandosi di cultura e politica. Svolge attività di ricerca in ambito artistico con particolare interesse per l’Ottocento bolognese e le tematiche di genere. Ha collaborato con il Museo del Risorgimento di Bologna e ha recentemente curato mostre per il Museo della Marineria di Cesenatico e la Raccolta Lercaro. Nel 2022 ha pubblicato L’allieva di Canova (Damster Edizioni), la prima parte della vita di Carlotta Gargalli.
Ilaria Chia ha scritto un articolo su Carlotta Gargalli anche per Jourdelò n.34, maggio 2024 (La rivincita di Carlotta Gargalli, pittrice neoclassica bolognese).