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17 marzo 1861… e Vittorio Emanuele II divenne Re d’Italia

a cura di La Redazione

A Bologna come viene festeggiata la proclamazione di Vittorio Emanuele II a Re d’Italia?
In realtà le cronache non dedicano lo spazio che ci si sarebbe aspettati alla narrazione dei festeggiamenti. Ovviamente i Bolognesi erano lieti, ma in fondo si trattava più che altro di una convalida formale. Il naturale compimento di un percorso avviato un paio di anni prima, il fatidico 12 giugno 1859 in cui Bologna vide la fine del dominio pontificio e fu finalmente libera di aprirsi a quel processo di rinnovamento che già fermentava da tempo e che l’avrebbe portata di lì a poco all’annessione con il Regno sabaudo (vedi Jourdelò n. 29, 2019). Il primo atto della Giunta provvisoria di Governo costituitasi all’indomani fu infatti l’invio di un dispaccio telegrafico a Cavour in cui si esprimeva la volontà di sottomettere la città alla dittatura del re Vittorio Emanuele II.

Farini e Re Vittorio Emanuele II (Miniatura 550x362 px)

L’11 e 12 marzo 1860 si svolsero a Bologna e nelle Legazioni le votazioni per l’annessione al Regno di Sardegna. Si recò alle urne circa un quarto della popolazione, di cui quasi la totalità si espresse a favore. Il 18 marzo Luigi Carlo Farini si recò a Torino per presentare al Re Vittorio Emanuele II di Sardegna il risultato dei Plebisciti (tenutisi in contemporanea anche nei territori degli ex-ducati, cioè da Piacenza a Modena) e il Decreto di Annessione venne firmato dal Re in quello stesso giorno, alle ore 4 ¼ pomeridiane.

Ai primi di maggio del 1860 Vittorio Emanuele II venne in visita a Bologna e la città accolse entusiasticamente quello che ormai riconosceva come il suo Re. Per un approfondimento sui sontuosi festeggiamenti che si tennero in quell’occasione rimandiamo all’articolo “I festeggiamenti per la visita del Re a Bologna: 1-4 maggio 1860”.

Ci piace chiudere questa rapida sintesi con le parole del nostro sommo poeta Giosue Carducci: Giammai unità di Nazione fu fatta per aspirazione di più grandi e pure intelligenze. Né con sacrifici di più nobili e sante anime, né con maggior libero consenso di tutta la parte sana del popolo.


Nota: La cronologia semi-essenziale sulla proclamazione di Vittorio Emanuele II a Re d’Italia è già stata pubblicata su Jourdelò n.18, 2011

Immagine nella pagina:
C. Bossoli, Luigi Carlo Farini presenta a Vittorio Emanuele II l’atto di annessione dell’Emilia al Piemonte, Museo nazionale del Risorgimento di Torino

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