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Editoriale

di Gabriella Lupi

Cari lettori,

la macchina del tempo ci trasporta idealmente in una città che non c'è, ma c'era (p.12). Immaginiamo le sue strade sterrate gremite di gente e qualcuno che sfreccia pericolosamente su due ruote. Ma che indecenza se a pedalare senza pudore e fiera come un'amazzone è una donna! (p.16). Chi spensierata a pedalare e chi costretta in un convento, perseguitata dall'ipocrisia e dall'ignoranza (p.9).

Chi invece, favorita dalla fortuna e dal rango, apre la propria casa per ospitare cultura, politica, musica e danze (p.5). Danze scelte con ponderatezza (p.8), per permettere, ad un occhio esperto, di fissare particolari curiosi, emozioni, espressioni e stati d'animo (p.23).
E se non è l'occhio, è la mano esperta che rappresenta tristezza, pessimismo e la crescente ossessione (p.14) per la perdita dell'amore.

Amore incondizionato, assoluto (p.20). Passioni dolorose queste, ma fortunatamente altre sono pronte a solleticare palati di tutti i tipi (pp.26,29).

Buona lettura

Gennaio-Marzo 2008 (Numero 9)

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